11 Commenti
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Avatar di Alfredo Branzanti

Ciao Enrica, hai pienamente ragione, e' difficilissimo per un italiano comprendere il sistema sanitario usa, ma ancora di piu' l'approccio emotivo che gli statunitensi assumono nei confronti della salute.

Mi scuserai se mi permetto di citare la mia esperienza del percorso terapeutico di mia moglie, fatto di cure (costose), visite, analisi, diagnostica strumentale, un percorso che non l'ha salvata, ma le ha garantito sei anni di vita.

Non riesco ad immaginare se, all'ansia che accompagna ogni verifica dell'andamento della malattia, dovesse sommarsi la paura che non sia possibile ricevere le cure prescritte.

Davvero fatico a capire come si possa accettare questo, un ulteriore , grave elemento della sudditanza al capitalismo che tu evidenzi.

Per essere definito la "terra dei liberi", un paese dovrebbe garantire non solo la liberta' di, ma soprattutto la liberta' da (bisogno, paura, incapacita' fisica).

Quanto siamo lontani!!!

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Grazie mille, Alfredo, per aver condiviso la tua esperienza di dolore con la malattia di tua moglie, e la componente profondamente emotiva che ne deriva. Lo stato, nella sua forma più nobile, dovrebbe esistere per questo: per prendere atto di cosa significa fisicamente ed emotivamente convivere con una malattia, grave o meno grave, sia per la paziente, che per chi le sta vicino, e saldare il conto, per così dire, perché è l'ultima cosa di cui una persona in questa situazione dovrebbe preoccuparsi. E noi tutti, come società, dovremmo convenire che vale la pena lasciare che un po' di denaro del nostro stipendio contribuisca a questa causa, per il benessere della collettività.

Quel che dici sulla paura di non poter ricevere le cure prescritte è un altro aspetto importante della sanità statunitense, di cui io ancora non ho parlato, ma è terrificante: le assicurazioni hanno la facoltà di chiedere che venga fatta una richiesta di preautorizzazione delle cure, e hanno pure la facoltà di negarla. Come si fa non solo a progettare, ma anche ad accettare che un sistema del genere perduri nel tempo, io proprio non so. Ma lo vedo e lo vivo.

Hai perfettamente ragione: la sfera sanitaria è sufficiente per concludere senza dubbio alcuno che gli Stati Uniti non sono la terra della libertà. Come si fa a essere liberi senza la garanzia di poter rimanere in salute?

Avatar di Anna Aresi

Non andrò a cercarmi quell'intervista perché so che mi farebbe salire la bile, ma è proprio come dici tu. Una mia cara amica ha una figlia autistica e non appena ne ha avuto l'opportunità si è trasferita in Canada, per dire. Come sempre quando parli di assicurazioni mi sblocchi tanti ricordi, il peggiore forse è l'ingresso in ospedale in preda alle doglie, io piegata in due tra le due porte a scorrimento dell'ingresso nel bel mezzo di una contrazione mentre mio marito cerca affannosamente la tessera dell'assicurazione perché dovevamo assolutamente compilare tutto un lungo modulo e pagare $150 per poter essere ammessi. Ricordo che gli avevo detto: se non ci fanno entrare, io non ce la faccio a tornare a casa. Torniamo nel parcheggio e partorisco in macchina.

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Come al solito rimango senza parole di fronte ai tuoi racconti sul parto, Anna! Tra l'altro, l'ospedale dovrebbe essere già pronto ad accogliere una partoriente sapendo più o meno con certezza i giorni del parto, dopo mesi di assistenza durante la gravidanza! E invece no, bisogna fare lo stesso la trafila, e strisciare la carta di credito contando i secondi tra una contrazione e l'altra.

Non mi aspettavo il racconto di una mia amica qui a Boulder, che ha recentemente partorito, e che ha "prepagato" la prestazione. Non sapevo fosse una pratica diffusa e richiesta dagli ospedali! Alla fine ha partorito con cesareo, quindi immagino che le invieranno il conto extra delle procedure non previste dal prepagamento del trattamento base...

Avatar di Eleonora C. Caruso

Ho appena letto una cosa agghiacciante. Mi dispiace tanto.

Avatar di Luca Egidio

ricordo bene (e personalmente con raccapriccio) che che scrivesti qualche tempo fa proprio sull'assistenza sanitaria legata al (tuo) lavoro

continui a essere uno dei miei riferimenti migliori per dissuadere chiunque dal trasferirsi in USA ;-)

ok, in questo periodo forse c'è meno ressa che in altri...

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

😆 sì, credo che le file al consolato e alla frontiera in questo momento siano un pochino più snelle... bene, sono contenta di svolgere il mio lavoro in maniera efficace! Grazie mille Luca!

Avatar di Paola

Davvero la ricostruzione più chiara e completa che abbia mai letto sulla sanità statunitense. Grazie

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Grazie mille Paola, sono davvero felice di poter aiutare chi è in Italia a capire un po' meglio questo sistema bizzarro e creato quasi apposta per non essere compreso!

Avatar di SilviaBianca

Grazie per questo articolo chiarificatore, perché anche io ho visto quella puntata e sono rimasta un po' interdetta.

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Grazie a te come sempre per la lettura, SilviaBianca!