Gli USA sono forse l'unico Paese al mondo dove puoi perdere lavoro e copertura sanitaria in un colpo solo. Anche io ho fatto questa esperienza di Vita Americana Vera: ve la racconto
Il tuo racconto Enrica è veramente emblematico del contesto e della cultura con cui vengono affrontate, negli Usa, questioni fondamentali come il lavoro e la salute.
Che il mercato senza regole possa portare ad una corretta allocazione delle risorse e non ad una società piramidale e, sostanzialmente, neofeudale, lo credono ormai solo un manipolo di ultra liberisti ideologici.
Un aspetto che invece continua a sorprendermi riguarda l'efficacia dell'indottrinamento (non saprei come chiamarlo) che porta milioni di cittadini americani ad accettare questa situazione punitiva per la larga maggioranza, credendo ancora nel "merito" individuale, nel duro lavoro e nella responsabilità personale dei problemi ed a non ribellarsi.
Questo mi sorprende ancora.
P. S. Sono comunque sicuro che tu abbia fatto la scelta migliore dopo la vicenda che hai vissuto.
Grazie Alfredo, sono riflessioni che condivido. Come è stato osservato anche in un altro commento, il sistema americano te la vende davvero molto bene. L’indottrinamento più subdolo è il far credere che questo sia il paese “più eccezionale del mondo” e l’unico dove veramente sussiste il concetto di “libertà” — conditio che renderebbe possibile quanto dici sul merito. Ma è così evidente che si tratta solo di un’illusione! Parlare di libertà di fronte a certe situazioni è semplicemente disonesto. Eppure non sembra che la gente se ne accorga. Anche in Italia abbiamo tanta schifezza, ma almeno non facciamo finta che sia il contrario.
E grazie di cuore per la “convalida” della strada che ho intrapreso, mi rende molto felice!
La cosa assurda è che quando ci sei dentro dopo un po' t'abitui e ti sembra tutto normale, e qualsiasi concessione che ti fanno la vivi come una grazia. Per questo mi fa sempre impressione quando spieghi per bene come ogni, perché vista da fuori la situazione è davvero pazzesca!
C'è da dire anche che loro ti mettono talmente tanto peso addosso che non ti restano tempo né energie per protestare. Leggevo qualche giorno fa un articolo, forse sull'Atlantic, che spiegava come tutti i servizi clienti sono fatti apposta per non funzionare, in modo che la gente dopo un po' rinuncia. E la questione sanitaria funziona esattamente così: ti stordiscono al punto che non sai più chi sei o cosa fai.
Ieri ho portato i bambini dal dentista e gli han voluto le lastre (perché i dentisti non sono capaci di far niente se non ti fanno le radiografie, e ovviamente spingono per fare le lastre perché costano di più). Fino a qualche mese fa, tutto bene, tutto perfetto. Ieri mi dice di mia figlia "guardi ha la bocca ancora piccola non si vede bene, ma secondo me ci sono almeno quattro carie, bisogna fare un follow up". Io dico, boh, mi sembra strano, in ogni caso tra un po' andiamo in Italia quindi non faccio in tempo a prenotare una visita adesso, la porterò in Italia. E chiedo che mi inoltri le loro cartelle. Ovviamente loro sono molto riluttanti a girarmi le cartelle mediche dei miei figli (che cmq secondo HIPAA io ho diritto a richiedere in qualsiasi momento), alla fine lo fanno e nella lastra che le han fatto si vedono sì e no due denti (un pezzo di uno e un pezzo di un'altro), il resto è tagliato fuori. Ora, io ovviamente non so leggere le lastre, ma possibile che in due mezzi denti ci siano quattro carie? Quindi ora voglio proprio vedere, appena arrivo in Italia li porto dal dentista e verifico. Perché stai a vedere che erano carie inventate solo per farci pagare ulteriori visite.
Vabbè, non ho parole, grazie Anna della tua testimonianza che come sempre illustra bene lo scenario senza capo né coda con cui abbiamo a che fare! "Possibile che in due mezzi denti ci siano quattro carie?" ho sputato il caffè sullo schermo del computer quando ho letto 😂 sono curiosa di sapere cosa ti dirà il dentista in Italia!
Tra l'altro, FYI (ma lo saprai già), di solito le assicurazioni dentistiche prevedono solo un giro di lastre gratuito all'anno come preventative care. Il mio studio dentistico è ottimo in questo senso e controlla sempre, e se per caso me le vogliono fare una seconda volta io dico di no (tra l'altro con me devono sempre usare l'affarino da mettere in bocca per bambini, quello che usano con i tuoi figli, perché sennò mi viene il conato 😂). Insomma, se te le vogliono fare sempre è proprio disonesto...
Nessuna affermazione fu mai più vera di "ti stordiscono al punto che non sai più chi sei o cosa fai". Se per caso l'hai ancora sottomano sarei curiosa di leggere l'articolo dell'Atlantic!
Ciao Enrica, grazie mille di aver condiviso la tua storia. Molto interessante... E agghiacciante, anche, soprattutto letto con la lente di ciò che sta accadendo oggi negli US a livello di politica, politiche e tagli vari. Aiuto.
Grazie per aver letto, Paola, e sì, visto chi c'è al comando oggi, non è neanche lontanamente immaginabile che nulla possa migliorare da questo punto di vista. Può solo peggiorare, e lo sta già facendo (vedi i tagli a Medicaid e alle tasse per i ricchi).
Grazie per questo ottimo approfondimento. Curiosamente, in questi giorni un’ospite americana che avevamo in casa ci ha detto, con candida innocenza "Beati voi che avete tutto gratis nella sanità qui in Italia".
Le abbiamo spiegato che in Italia la sanità non è gratis ma universale, che la paghiamo con tasse tra le più alte d’Europa e con ticket e spese private. Statistiche alla mano, nel 2023 le famiglie hanno speso 46 miliardi di euro di tasca propria (quasi 920 € a persona), mentre la spesa pubblica è solo il 6,2 % del PIL. Le liste d’attesa sono spesso oltre i limiti di legge e le agende chiuse costringono molti a rivolgersi al privato.
E poi c’è il famigerato doppio binario dell’intramoenia, e questo vuol dire che sulla carta il SSN è universale ed equo, ma nei fatti chi può permetterselo paga e salta la fila, spesso con lo stesso medico che nel pubblico ti farebbe aspettare mesi.
Lungi da me difendere il sistema americano, ma se è vero che negli USA devono fare i conti con la meritocrazia e il profitto (e quando ci sono di mezzo le assicurazioni la vita diventa fango), qui dobbiamo fare i conti con un conflitto di interessi strutturale. E non è che sia poco.
Le tue osservazioni sono giustissime, Vania! Il sistema italiano ha **grossissimi** problemi e l'intramoenia ne è un ottimo esempio. Alla fine non importa quale sia il meccanismo alla base di un sistema sanitario: le persone ricche trionferanno e staranno meglio, sempre. Che il sistema sia privato o pubblico. Che ci sia bisogno di assicurazione o valga il principio dell'universalità.
Anche io non voglio difendere il sistema italiano in maniera cieca, nel senso che sono cosciente delle gravi deficienze (con tante variazioni a livello regionale) e immagino che vedersi detrarre %% dalla busta paga per poi non riuscire a farsi curare nei modi e tempi desiderati sia molto frustrante. Quel che c'è alle fondamenta - l'universalità - invece sì, mi sento di difenderlo a spada tratta. Non è su quello che bisogna intervenire, ma sulla maniera in cui l'universalità viene poi declinata e applicata, in maniera non universale, spesso non equa, e spesso del tutto mancante.
Sono d'accordo con te, Enrica. Oltretutto, finché va tutto bene, va tutto bene, noi abbiamo una persona molto malata in famiglia e non è tutto così scontato. Ci si sente soli a volte, molto soli. Grazie per lo scambio interessante.
Grazie a te! Ti faccio i migliori auguri per la malattia della tua persona cara, e che la solitudine, comprensibile e molto triste, possa trovare sollievo.
In Italia comunque se non sei cittadino la tessera sanitaria è legata al contratto di lavoro; anche se sei residente, Europeo, hai comprato casa, alla fine del contratto puff, sparisce fino al prossimo…
Grazie mille per la precisazione molto importante, Sara! Immagino infatti che - come al solito - non sia neanche remotamente semplice per chi non ha la cittadinanza italiana anche se è residente in Italia. Motivo per cui è importante allargarne il diritto, e motivo per cui c'è chi purtroppo si oppone a questo allargamento.
Io al momento non sono coperta dal SSN, anche se cittadina, perché sono residente all'estero fuori dall'Unione europea. Ed è giusto così, per carità, visto che non sono contribuente! Credo che se mi trovassi in Italia in caso di emergenza, possa comunque ricevere cure urgenti fino a 90 giorni.
Sono una professionista autonoma in Italia. Nel 2023 ho avuto un carcinoma. Sono stata curata benissimo, qui in Italia, in un ospedale pubblico, anche con terapie immunitarie. Le tasse che pago servono anche a questo. L'opzione pubblica in Italia è sempre qualitativamente migliore.
Grazie di cuore per aver condiviso la tua testimonianza, Monica. Un'amica italiana che vive negli Stati Uniti e ha avuto un carcinoma mi ha detto di essere convinta che in Italia sarebbe stata un'esperienza di cure molto migliore. L'ho detto in tantissime delle risposte che ho lasciato ai vostri commenti: il SSN è un dono prezioso. Le tasse servono a custodirlo. Bisogna che su questo si crei sempre più consapevolezza.
Spero che ora tu stia bene o in fase di guarigione e ti faccio tanti auguri 🩵
Sì in fase di follow up, ma devo dire, oltre a "viva la passione e la dedizione del reparto di oncologia di Carmagnola" per il quale debbo dire pago le mie tasse ancora più volentieri, evviva anche la musica e la poesia che mi hanno dato una valvola di sfogo, e mi hanno aiutato a incanalare la rabbia. Rabbia nel vedere il mio paese, che era grande nella sua piccola taglia, diventare una provincia povera del regno del nulla.
Aggiungo questo aneddoto: questa primavera, un mio conoscente che vive in Texas mi dice tutto contento che adesso per il cancro esistono cure estremamente efficaci, le cosiddette terapie immunitarie. Al che gli ho risposto che questa tipologia di cure in Italia sono oramai una prassi da circa 5 anni, dove utilizzabili; stanno ottenendo dei risultati eccezionali anche nel Triplo Negativo. I nostri medici, i nostri ricercatori. Perché noi italiani consideriamo gli altri paesi più moderni del nostro, quando in certi aspetti invece siamo anche più avanti?
Fai una domanda importantissima… siamo più avanti in tantissime cose in realtà, ma abbiamo questa abitudine di volerci male, di minimizzare le nostre capacità e di esercitare un’autocritica spietata. Il tuo esempio è lampante in questo senso!
Ti auguro una buona e pronta guarigione e di continuare sempre ad accedere alla valvola di sfogo che dona la creatività!
Grazie Enrica per questo racconto personale e così dettagliato, che mi ha lasciato basito per la disumana freddezza del sistema statunitense.
Ecco, avere un Sistema sanitario nazionale come quello italiano e, negli anni, vederne disgregare tanti pezzi in favore della sanità privata, mi fa rabbrividire; e dovrebbe ricordarci che la salute (insieme all'educazione) sono i due pilastri di una società, e che dovrebbero sempre accompagnarsi solo all'aggettivo 'pubblico'.
Proprio così, Andrea. Tutte le volte che mi viene detto che in Italia le opzioni private sono sempre più diffuse, come risposta alle disfunzioni del SSN... vorrei avere la forza di fermare questa ondata con le mie stesse mani. Forse davvero una fetta troppo grande della popolazione italiana non si rende conto della preziosità del nostro sistema. Ed è per questo che viene maltrattato e bistrattato da chi sarebbe responsabile della sua gestione. Invece bisognerebbe fare di tutto per salvarlo, perché fa la differenza tra il vivere come umanə e il vivere come brutə.
Che lettura interessante, Enrica, grazie per condivere tutto con questa generosità! Non so cosa voglia dire cambiare il proprio chip mentale e non considerare più l'assistenza sanitaria un diritto dovuto e fondamentale, ma rabbrividisco all'idea che anche da questa parte dell'oceano ci siano posizioni politiche che spingono verso la privatizzazione. Mi fa tantissima paura.
Davvero c’è da avere tantissima paura. Io mi auguro con tutto il cuore che non si arrivi mai e poi mai a un assetto del genere, neanche vicino. Bellissima l’immagine del chip mentale! È proprio così! Io ancora dopo tutti questi anni ancora spesso faccio fatica ad attivarlo. È proprio una questione di diverse impostazioni di fabbrica.
Ogni tanto penso che tu sei proprio brava a condividere cose belle della Spagna, io invece tendo a concentrarmi sempre sulle cose negative degli Stati Uniti! Ci sono anche tanti motivi per cui mi trovo bene qui. La contraddizione è parte della condizione umana… e spero che questo arrivi :)
Ehehe l'immagine del chip mentale è tra le mie preferite perché sento che il mio cervello funziona un po' così 🤭
Mi ha colpito la tua osservazione sul mio modo di raccontare la Spagna vs. il tuo di raccontare gli USA. Io il tuo racconto lo vedo come necessario: si inserisce — ed è ovviamente una mia lettura personale — in un contesto italiano che, come sappiamo, tende a essere molto USA-centrico, spesso a scapito dell’obiettività.
Nel nostro Paese (e non solo, lo so) ci siamo nutriti a lungo del “sogno americano”, e credo che questi tuoi bagni di realtà e quotidianità siano una risposta preziosa.
Soprattutto in questo periodo storico, rimettere in prospettiva l’impatto geopolitico degli Stati Uniti e vederne con chiarezza anche le criticità è, a mio avviso, fondamentale.
Personalmente non ho mai pensato che raccontarne gli aspetti negativi sia in contraddizione con la scelta di vivere lì, né con l’amore verso altri aspetti della vita negli USA. Sappiamo bene quanti strati abbia l’emigrazione, quanti elementi la compongano e quanto incidano sulle scelte che facciamo, e continuiamo a fare, nel tempo. 💙
Hai ragionissima, Alice. Grazie! Sei tra le poche persone (che conosco) che possono cogliere queste importanti sfumature, sull’emigrazione, la contraddizione, la complessità.
Credo che la mia osservazione sia sorta forse da una delle tante insicurezze recondite sul modo in cui è percepito il mio lavoro. Che mi sia uscita con te forse non è un caso, appunto per il motivo di cui sopra. Apprezzo le tue parole che catturano esattamente la prospettiva che voglio portare e il valore che le attribuisco. Grazie ancora!
Letto tutto di un fiato, un po' affascinata un po' spaventata. Ti rimane la voglia di sapere il seguito, quanto tempo è stato necessario per trovare un nuovo lavoro, se è stato migliore o peggiore ecc. ecc.. Una sola cosa da dire sui licenziamenti in Italia: si, anche qui puoi essere licenziato di notte, se fai parte di una piccola azienda con meno di 15 dipendenti e se il datore di lavoro non intende darti il preavviso in giorni quanto piuttosto in soldi. Naturalmente la liquidazione, le ferie pagate e annessi e connessi sono dovute obbligatoriamente
Azz, ecco, non sapevo questa cosa - grazie mille di aver precisato, Donatella! E grazie per aver letto un pezzo lunghissimo!
Allora, quel che è accaduto dopo è una storia lunga e molto introspettiva. Il sunto è che non ho trovato un nuovo lavoro simile a quello di prima, ma mi sono messa in proprio/freelance, a scrivere (rispondendo alla vocazione di una vita) e fare altri progetti a breve termine sempre all'intersezione tra giornalismo e tech. Non ho deciso così subito, ci è voluto qualche mese di riflessione in cui ho anche mandato diverse domande a diverse aziende, riuscendo però a fare solo un colloquio e ricevere una mezza offerta da una startup che però non è mai riuscita a mettere insieme i fondi per assumermi. Nella primavera del 2023 il mercato del lavoro era pessimo, c'era poca roba in giro, molti annunci addirittura falsi, insomma nulla è andato a buon fine. In ogni caso, nulla sembrava veramente corrispondermi, e mi sono lanciata nel buio. Ne parlai allora in questo articolo in inglese, se dovesse interessarti: https://medium.com/@enrica.nicolialdini/on-answering-my-calling-for-writing-six-months-after-being-laid-off-by-google-7fbf362972ac. Due anni e mezzo dopo so che ho fatto la scelta giusta, anche se è un cammino sempre tortuoso dove non sai mai, esattamente, cosa ti aspetta dopo una curva. Chiaramente, avere la possibilità di ricevere la copertura sanitaria tramite il mio compagno è stato fondamentale nell'intraprendere questa strada.
The authors of the letter modeled the mortality impacts of three major provisions in the House bill:
Loss of coverage for 7.7 million people: This would result in an estimated 11,300 additional deaths annually due to lost access to Medicaid or ACA Marketplace coverage.
Disenrollment of 1.38 million low-income Medicare beneficiaries: Ending Medicare Savings Program support would result in an estimated 18,200 additional deaths per year due to reduced access to subsidized prescription medications.
Elimination of Centers for Medicare & Medicaid Services (CMS) nursing home staffing rules: Repealing the 2024 minimum staffing standard would result in approximately 13,000 additional deaths annually among nursing home residents.
In addition, the bill’s failure to extend the ACA’s enhanced premium tax credits is expected to push another 5 million Americans into uninsurance, resulting in 8,811 more deaths each year.
Storie come questa mi fanno riflettere su quanto io sia fuorviato dall'ignoranza e dal racconto del mito americano, così efficacemente capace di nascondere le magagne. Colpa mia, che ho una conoscenza basata solo su qualche viaggio e tanto cinema, raramente realista. Grazie. Se non ho frainteso, gli esempi che hai fatto si riferiscono ad una spesa media ipotetica di 800 dollari mensili, che superato il deductible sono interamente coperti usando COBRA, ma scoperti al 70% con la nuova assicurazione per via del cambio di struttura, non convenzionata. È corretto? Se è così mi chiedo, in caso di un costoso intervento, vale la stessa regola? Grazie ancora
Ciao, grazie per questa domanda! Innanzitutto sono molto d’accordo con quanto dici su come spesso siamo influenzati da narrative fuorvianti, o comunque quantomeno non complete della vita in un certo paese. Non penso sia colpa tua, è così che accade. Succede anche agli americani che dell’Italia vedono, sentono e capiscono la metà della storia vera. Sono contenta se posso aiutare a raccontare l’altra metà (sia degli Stati Uniti, che dell’Italia, a seconda di chi mi ascolta)!
Allora, nell’esempio artificiale che ho creato della spesa mensile di $800, sì, se la persona che ha subito un licenziamento decide di usare COBRA per estendere la sua assicurazione, grazie a COBRA la spesa è coperta perché questa persona — sempre nel mio esempio artificiale — aveva già raggiunto il deductible. Il cambio di assicurazione rimuove questa possibilità non solo per via della struttura non più convenzionata, ma anche perché la nuova assicurazione comporta un nuovo deductible. La persona deve ripartire da zero per raggiungerlo, pagando di tasca sua.
In caso di un costoso intervento, dipende: da se avviene in struttura convenzionata o no, da che tipo di intervento, dalle regole che lo specifico piano assicurativo prevede per questa specifica cura medica. Nell’esempio che ho fatto, per quanto artificiale, credo che anche per un intervento costoso estendere la propria assicurazione con COBRA sia l’opzione più conveniente invece di scegliere un piano assicurativo che magari costa meno, ma copre anche meno in caso di necessità. Spero di essermi spiegata, se no fammi sapere!
Articolo da leggere con calma, compresi quelli linkati.
Nonostante tutto in Italia si riesce ancora ad ottenere gli interventi più importanti col pubblico, anche se con una eterogeneità sul territorio che temo sarà insostenibile nel lungo.
Grazie, Gianni! Sì, l'Italia davvero non deve perdere il sistema pubblico (sanitario e altro). Con tutti i difetti e i problemi e le eterogeneità sul territorio... il principio alla base è quello giusto. Vanno migliorate le diramazioni, ma non le fondamenta.
Sono d'accordo con te, Egidio! Che poi, c'è chi mi chiede... ma perché sei ancora lì? E potrei elencare mille motivi diversi, perché è di contraddizioni che siamo fatti. Certo, quando parliamo diritti umani/civili basilari, la brutalità di un sistema ha un peso non indifferente.
Il tuo racconto Enrica è veramente emblematico del contesto e della cultura con cui vengono affrontate, negli Usa, questioni fondamentali come il lavoro e la salute.
Che il mercato senza regole possa portare ad una corretta allocazione delle risorse e non ad una società piramidale e, sostanzialmente, neofeudale, lo credono ormai solo un manipolo di ultra liberisti ideologici.
Un aspetto che invece continua a sorprendermi riguarda l'efficacia dell'indottrinamento (non saprei come chiamarlo) che porta milioni di cittadini americani ad accettare questa situazione punitiva per la larga maggioranza, credendo ancora nel "merito" individuale, nel duro lavoro e nella responsabilità personale dei problemi ed a non ribellarsi.
Questo mi sorprende ancora.
P. S. Sono comunque sicuro che tu abbia fatto la scelta migliore dopo la vicenda che hai vissuto.
Grazie Alfredo, sono riflessioni che condivido. Come è stato osservato anche in un altro commento, il sistema americano te la vende davvero molto bene. L’indottrinamento più subdolo è il far credere che questo sia il paese “più eccezionale del mondo” e l’unico dove veramente sussiste il concetto di “libertà” — conditio che renderebbe possibile quanto dici sul merito. Ma è così evidente che si tratta solo di un’illusione! Parlare di libertà di fronte a certe situazioni è semplicemente disonesto. Eppure non sembra che la gente se ne accorga. Anche in Italia abbiamo tanta schifezza, ma almeno non facciamo finta che sia il contrario.
E grazie di cuore per la “convalida” della strada che ho intrapreso, mi rende molto felice!
La cosa assurda è che quando ci sei dentro dopo un po' t'abitui e ti sembra tutto normale, e qualsiasi concessione che ti fanno la vivi come una grazia. Per questo mi fa sempre impressione quando spieghi per bene come ogni, perché vista da fuori la situazione è davvero pazzesca!
C'è da dire anche che loro ti mettono talmente tanto peso addosso che non ti restano tempo né energie per protestare. Leggevo qualche giorno fa un articolo, forse sull'Atlantic, che spiegava come tutti i servizi clienti sono fatti apposta per non funzionare, in modo che la gente dopo un po' rinuncia. E la questione sanitaria funziona esattamente così: ti stordiscono al punto che non sai più chi sei o cosa fai.
Ieri ho portato i bambini dal dentista e gli han voluto le lastre (perché i dentisti non sono capaci di far niente se non ti fanno le radiografie, e ovviamente spingono per fare le lastre perché costano di più). Fino a qualche mese fa, tutto bene, tutto perfetto. Ieri mi dice di mia figlia "guardi ha la bocca ancora piccola non si vede bene, ma secondo me ci sono almeno quattro carie, bisogna fare un follow up". Io dico, boh, mi sembra strano, in ogni caso tra un po' andiamo in Italia quindi non faccio in tempo a prenotare una visita adesso, la porterò in Italia. E chiedo che mi inoltri le loro cartelle. Ovviamente loro sono molto riluttanti a girarmi le cartelle mediche dei miei figli (che cmq secondo HIPAA io ho diritto a richiedere in qualsiasi momento), alla fine lo fanno e nella lastra che le han fatto si vedono sì e no due denti (un pezzo di uno e un pezzo di un'altro), il resto è tagliato fuori. Ora, io ovviamente non so leggere le lastre, ma possibile che in due mezzi denti ci siano quattro carie? Quindi ora voglio proprio vedere, appena arrivo in Italia li porto dal dentista e verifico. Perché stai a vedere che erano carie inventate solo per farci pagare ulteriori visite.
Vabbè, non ho parole, grazie Anna della tua testimonianza che come sempre illustra bene lo scenario senza capo né coda con cui abbiamo a che fare! "Possibile che in due mezzi denti ci siano quattro carie?" ho sputato il caffè sullo schermo del computer quando ho letto 😂 sono curiosa di sapere cosa ti dirà il dentista in Italia!
Tra l'altro, FYI (ma lo saprai già), di solito le assicurazioni dentistiche prevedono solo un giro di lastre gratuito all'anno come preventative care. Il mio studio dentistico è ottimo in questo senso e controlla sempre, e se per caso me le vogliono fare una seconda volta io dico di no (tra l'altro con me devono sempre usare l'affarino da mettere in bocca per bambini, quello che usano con i tuoi figli, perché sennò mi viene il conato 😂). Insomma, se te le vogliono fare sempre è proprio disonesto...
Nessuna affermazione fu mai più vera di "ti stordiscono al punto che non sai più chi sei o cosa fai". Se per caso l'hai ancora sottomano sarei curiosa di leggere l'articolo dell'Atlantic!
Trovato! https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2025/06/customer-service-sludge/683340/
Guarda, anch'io voglio andarci a fondo di questa storia. Ti farò sapere 😂
Ohhh non vedo l’ora di leggerlo! Adoro questi articoli! Tienimi aggiornata 😚
Ciao Enrica, grazie mille di aver condiviso la tua storia. Molto interessante... E agghiacciante, anche, soprattutto letto con la lente di ciò che sta accadendo oggi negli US a livello di politica, politiche e tagli vari. Aiuto.
Grazie per aver letto, Paola, e sì, visto chi c'è al comando oggi, non è neanche lontanamente immaginabile che nulla possa migliorare da questo punto di vista. Può solo peggiorare, e lo sta già facendo (vedi i tagli a Medicaid e alle tasse per i ricchi).
Grazie per questo ottimo approfondimento. Curiosamente, in questi giorni un’ospite americana che avevamo in casa ci ha detto, con candida innocenza "Beati voi che avete tutto gratis nella sanità qui in Italia".
Le abbiamo spiegato che in Italia la sanità non è gratis ma universale, che la paghiamo con tasse tra le più alte d’Europa e con ticket e spese private. Statistiche alla mano, nel 2023 le famiglie hanno speso 46 miliardi di euro di tasca propria (quasi 920 € a persona), mentre la spesa pubblica è solo il 6,2 % del PIL. Le liste d’attesa sono spesso oltre i limiti di legge e le agende chiuse costringono molti a rivolgersi al privato.
E poi c’è il famigerato doppio binario dell’intramoenia, e questo vuol dire che sulla carta il SSN è universale ed equo, ma nei fatti chi può permetterselo paga e salta la fila, spesso con lo stesso medico che nel pubblico ti farebbe aspettare mesi.
Lungi da me difendere il sistema americano, ma se è vero che negli USA devono fare i conti con la meritocrazia e il profitto (e quando ci sono di mezzo le assicurazioni la vita diventa fango), qui dobbiamo fare i conti con un conflitto di interessi strutturale. E non è che sia poco.
Le tue osservazioni sono giustissime, Vania! Il sistema italiano ha **grossissimi** problemi e l'intramoenia ne è un ottimo esempio. Alla fine non importa quale sia il meccanismo alla base di un sistema sanitario: le persone ricche trionferanno e staranno meglio, sempre. Che il sistema sia privato o pubblico. Che ci sia bisogno di assicurazione o valga il principio dell'universalità.
Anche io non voglio difendere il sistema italiano in maniera cieca, nel senso che sono cosciente delle gravi deficienze (con tante variazioni a livello regionale) e immagino che vedersi detrarre %% dalla busta paga per poi non riuscire a farsi curare nei modi e tempi desiderati sia molto frustrante. Quel che c'è alle fondamenta - l'universalità - invece sì, mi sento di difenderlo a spada tratta. Non è su quello che bisogna intervenire, ma sulla maniera in cui l'universalità viene poi declinata e applicata, in maniera non universale, spesso non equa, e spesso del tutto mancante.
Sono d'accordo con te, Enrica. Oltretutto, finché va tutto bene, va tutto bene, noi abbiamo una persona molto malata in famiglia e non è tutto così scontato. Ci si sente soli a volte, molto soli. Grazie per lo scambio interessante.
Grazie a te! Ti faccio i migliori auguri per la malattia della tua persona cara, e che la solitudine, comprensibile e molto triste, possa trovare sollievo.
Grazie di cuore.
Allucinante.
In Italia comunque se non sei cittadino la tessera sanitaria è legata al contratto di lavoro; anche se sei residente, Europeo, hai comprato casa, alla fine del contratto puff, sparisce fino al prossimo…
Grazie mille per la precisazione molto importante, Sara! Immagino infatti che - come al solito - non sia neanche remotamente semplice per chi non ha la cittadinanza italiana anche se è residente in Italia. Motivo per cui è importante allargarne il diritto, e motivo per cui c'è chi purtroppo si oppone a questo allargamento.
Io al momento non sono coperta dal SSN, anche se cittadina, perché sono residente all'estero fuori dall'Unione europea. Ed è giusto così, per carità, visto che non sono contribuente! Credo che se mi trovassi in Italia in caso di emergenza, possa comunque ricevere cure urgenti fino a 90 giorni.
Sono una professionista autonoma in Italia. Nel 2023 ho avuto un carcinoma. Sono stata curata benissimo, qui in Italia, in un ospedale pubblico, anche con terapie immunitarie. Le tasse che pago servono anche a questo. L'opzione pubblica in Italia è sempre qualitativamente migliore.
Grazie di cuore per aver condiviso la tua testimonianza, Monica. Un'amica italiana che vive negli Stati Uniti e ha avuto un carcinoma mi ha detto di essere convinta che in Italia sarebbe stata un'esperienza di cure molto migliore. L'ho detto in tantissime delle risposte che ho lasciato ai vostri commenti: il SSN è un dono prezioso. Le tasse servono a custodirlo. Bisogna che su questo si crei sempre più consapevolezza.
Spero che ora tu stia bene o in fase di guarigione e ti faccio tanti auguri 🩵
Sì in fase di follow up, ma devo dire, oltre a "viva la passione e la dedizione del reparto di oncologia di Carmagnola" per il quale debbo dire pago le mie tasse ancora più volentieri, evviva anche la musica e la poesia che mi hanno dato una valvola di sfogo, e mi hanno aiutato a incanalare la rabbia. Rabbia nel vedere il mio paese, che era grande nella sua piccola taglia, diventare una provincia povera del regno del nulla.
Aggiungo questo aneddoto: questa primavera, un mio conoscente che vive in Texas mi dice tutto contento che adesso per il cancro esistono cure estremamente efficaci, le cosiddette terapie immunitarie. Al che gli ho risposto che questa tipologia di cure in Italia sono oramai una prassi da circa 5 anni, dove utilizzabili; stanno ottenendo dei risultati eccezionali anche nel Triplo Negativo. I nostri medici, i nostri ricercatori. Perché noi italiani consideriamo gli altri paesi più moderni del nostro, quando in certi aspetti invece siamo anche più avanti?
Fai una domanda importantissima… siamo più avanti in tantissime cose in realtà, ma abbiamo questa abitudine di volerci male, di minimizzare le nostre capacità e di esercitare un’autocritica spietata. Il tuo esempio è lampante in questo senso!
Ti auguro una buona e pronta guarigione e di continuare sempre ad accedere alla valvola di sfogo che dona la creatività!
È sempre bello leggere la chiarezza e la lucidità con cui ti esprimi.
Grazie mille Eleonora, detto da te sinceramente significa proprio tanto ma tanto 🩵
Grazie <3
Grazie Enrica per questo racconto personale e così dettagliato, che mi ha lasciato basito per la disumana freddezza del sistema statunitense.
Ecco, avere un Sistema sanitario nazionale come quello italiano e, negli anni, vederne disgregare tanti pezzi in favore della sanità privata, mi fa rabbrividire; e dovrebbe ricordarci che la salute (insieme all'educazione) sono i due pilastri di una società, e che dovrebbero sempre accompagnarsi solo all'aggettivo 'pubblico'.
Proprio così, Andrea. Tutte le volte che mi viene detto che in Italia le opzioni private sono sempre più diffuse, come risposta alle disfunzioni del SSN... vorrei avere la forza di fermare questa ondata con le mie stesse mani. Forse davvero una fetta troppo grande della popolazione italiana non si rende conto della preziosità del nostro sistema. Ed è per questo che viene maltrattato e bistrattato da chi sarebbe responsabile della sua gestione. Invece bisognerebbe fare di tutto per salvarlo, perché fa la differenza tra il vivere come umanə e il vivere come brutə.
Che lettura interessante, Enrica, grazie per condivere tutto con questa generosità! Non so cosa voglia dire cambiare il proprio chip mentale e non considerare più l'assistenza sanitaria un diritto dovuto e fondamentale, ma rabbrividisco all'idea che anche da questa parte dell'oceano ci siano posizioni politiche che spingono verso la privatizzazione. Mi fa tantissima paura.
Davvero c’è da avere tantissima paura. Io mi auguro con tutto il cuore che non si arrivi mai e poi mai a un assetto del genere, neanche vicino. Bellissima l’immagine del chip mentale! È proprio così! Io ancora dopo tutti questi anni ancora spesso faccio fatica ad attivarlo. È proprio una questione di diverse impostazioni di fabbrica.
Ogni tanto penso che tu sei proprio brava a condividere cose belle della Spagna, io invece tendo a concentrarmi sempre sulle cose negative degli Stati Uniti! Ci sono anche tanti motivi per cui mi trovo bene qui. La contraddizione è parte della condizione umana… e spero che questo arrivi :)
Ehehe l'immagine del chip mentale è tra le mie preferite perché sento che il mio cervello funziona un po' così 🤭
Mi ha colpito la tua osservazione sul mio modo di raccontare la Spagna vs. il tuo di raccontare gli USA. Io il tuo racconto lo vedo come necessario: si inserisce — ed è ovviamente una mia lettura personale — in un contesto italiano che, come sappiamo, tende a essere molto USA-centrico, spesso a scapito dell’obiettività.
Nel nostro Paese (e non solo, lo so) ci siamo nutriti a lungo del “sogno americano”, e credo che questi tuoi bagni di realtà e quotidianità siano una risposta preziosa.
Soprattutto in questo periodo storico, rimettere in prospettiva l’impatto geopolitico degli Stati Uniti e vederne con chiarezza anche le criticità è, a mio avviso, fondamentale.
Personalmente non ho mai pensato che raccontarne gli aspetti negativi sia in contraddizione con la scelta di vivere lì, né con l’amore verso altri aspetti della vita negli USA. Sappiamo bene quanti strati abbia l’emigrazione, quanti elementi la compongano e quanto incidano sulle scelte che facciamo, e continuiamo a fare, nel tempo. 💙
Hai ragionissima, Alice. Grazie! Sei tra le poche persone (che conosco) che possono cogliere queste importanti sfumature, sull’emigrazione, la contraddizione, la complessità.
Credo che la mia osservazione sia sorta forse da una delle tante insicurezze recondite sul modo in cui è percepito il mio lavoro. Che mi sia uscita con te forse non è un caso, appunto per il motivo di cui sopra. Apprezzo le tue parole che catturano esattamente la prospettiva che voglio portare e il valore che le attribuisco. Grazie ancora!
Letto tutto di un fiato, un po' affascinata un po' spaventata. Ti rimane la voglia di sapere il seguito, quanto tempo è stato necessario per trovare un nuovo lavoro, se è stato migliore o peggiore ecc. ecc.. Una sola cosa da dire sui licenziamenti in Italia: si, anche qui puoi essere licenziato di notte, se fai parte di una piccola azienda con meno di 15 dipendenti e se il datore di lavoro non intende darti il preavviso in giorni quanto piuttosto in soldi. Naturalmente la liquidazione, le ferie pagate e annessi e connessi sono dovute obbligatoriamente
Azz, ecco, non sapevo questa cosa - grazie mille di aver precisato, Donatella! E grazie per aver letto un pezzo lunghissimo!
Allora, quel che è accaduto dopo è una storia lunga e molto introspettiva. Il sunto è che non ho trovato un nuovo lavoro simile a quello di prima, ma mi sono messa in proprio/freelance, a scrivere (rispondendo alla vocazione di una vita) e fare altri progetti a breve termine sempre all'intersezione tra giornalismo e tech. Non ho deciso così subito, ci è voluto qualche mese di riflessione in cui ho anche mandato diverse domande a diverse aziende, riuscendo però a fare solo un colloquio e ricevere una mezza offerta da una startup che però non è mai riuscita a mettere insieme i fondi per assumermi. Nella primavera del 2023 il mercato del lavoro era pessimo, c'era poca roba in giro, molti annunci addirittura falsi, insomma nulla è andato a buon fine. In ogni caso, nulla sembrava veramente corrispondermi, e mi sono lanciata nel buio. Ne parlai allora in questo articolo in inglese, se dovesse interessarti: https://medium.com/@enrica.nicolialdini/on-answering-my-calling-for-writing-six-months-after-being-laid-off-by-google-7fbf362972ac. Due anni e mezzo dopo so che ho fatto la scelta giusta, anche se è un cammino sempre tortuoso dove non sai mai, esattamente, cosa ti aspetta dopo una curva. Chiaramente, avere la possibilità di ricevere la copertura sanitaria tramite il mio compagno è stato fondamentale nell'intraprendere questa strada.
https://ysph.yale.edu/news-article/proposed-federal-budget-could-lead-to-over-51000-preventable-deaths-researchers-warn-in-letter-to-senate-leaders/
The authors of the letter modeled the mortality impacts of three major provisions in the House bill:
Loss of coverage for 7.7 million people: This would result in an estimated 11,300 additional deaths annually due to lost access to Medicaid or ACA Marketplace coverage.
Disenrollment of 1.38 million low-income Medicare beneficiaries: Ending Medicare Savings Program support would result in an estimated 18,200 additional deaths per year due to reduced access to subsidized prescription medications.
Elimination of Centers for Medicare & Medicaid Services (CMS) nursing home staffing rules: Repealing the 2024 minimum staffing standard would result in approximately 13,000 additional deaths annually among nursing home residents.
In addition, the bill’s failure to extend the ACA’s enhanced premium tax credits is expected to push another 5 million Americans into uninsurance, resulting in 8,811 more deaths each year.
originariamente pubblicato su https://substack.com/@foreignaffairsinfo
Terrificante
Tutto ciò essenzialmente per rimpinguare i conti in banca delle persone miliardarie. Mors tua ricchezza mea.
Connettersi e parlarne, anche a distanza, fa sempre bene e magari aiuta ad alleggerire anche certe insicurezze. Un abbraccio grande!
Articolo scritto in maniera eccellente! Grazie per fare informazione ad alto livello! :)
🩵 grazie a te per il sostegno e l'ispirazione 24/7!
Storie come questa mi fanno riflettere su quanto io sia fuorviato dall'ignoranza e dal racconto del mito americano, così efficacemente capace di nascondere le magagne. Colpa mia, che ho una conoscenza basata solo su qualche viaggio e tanto cinema, raramente realista. Grazie. Se non ho frainteso, gli esempi che hai fatto si riferiscono ad una spesa media ipotetica di 800 dollari mensili, che superato il deductible sono interamente coperti usando COBRA, ma scoperti al 70% con la nuova assicurazione per via del cambio di struttura, non convenzionata. È corretto? Se è così mi chiedo, in caso di un costoso intervento, vale la stessa regola? Grazie ancora
Ciao, grazie per questa domanda! Innanzitutto sono molto d’accordo con quanto dici su come spesso siamo influenzati da narrative fuorvianti, o comunque quantomeno non complete della vita in un certo paese. Non penso sia colpa tua, è così che accade. Succede anche agli americani che dell’Italia vedono, sentono e capiscono la metà della storia vera. Sono contenta se posso aiutare a raccontare l’altra metà (sia degli Stati Uniti, che dell’Italia, a seconda di chi mi ascolta)!
Allora, nell’esempio artificiale che ho creato della spesa mensile di $800, sì, se la persona che ha subito un licenziamento decide di usare COBRA per estendere la sua assicurazione, grazie a COBRA la spesa è coperta perché questa persona — sempre nel mio esempio artificiale — aveva già raggiunto il deductible. Il cambio di assicurazione rimuove questa possibilità non solo per via della struttura non più convenzionata, ma anche perché la nuova assicurazione comporta un nuovo deductible. La persona deve ripartire da zero per raggiungerlo, pagando di tasca sua.
In caso di un costoso intervento, dipende: da se avviene in struttura convenzionata o no, da che tipo di intervento, dalle regole che lo specifico piano assicurativo prevede per questa specifica cura medica. Nell’esempio che ho fatto, per quanto artificiale, credo che anche per un intervento costoso estendere la propria assicurazione con COBRA sia l’opzione più conveniente invece di scegliere un piano assicurativo che magari costa meno, ma copre anche meno in caso di necessità. Spero di essermi spiegata, se no fammi sapere!
Articolo da leggere con calma, compresi quelli linkati.
Nonostante tutto in Italia si riesce ancora ad ottenere gli interventi più importanti col pubblico, anche se con una eterogeneità sul territorio che temo sarà insostenibile nel lungo.
Grazie, Gianni! Sì, l'Italia davvero non deve perdere il sistema pubblico (sanitario e altro). Con tutti i difetti e i problemi e le eterogeneità sul territorio... il principio alla base è quello giusto. Vanno migliorate le diramazioni, ma non le fondamenta.
avevo già letto le tue traversie con l'assicurazione sanitaria
oggi anche queste
USA un giorno dopo l'altro (da molto tempo, ok) un abisso di inciviltà
quantomeno agli occhi di un europeo che considera il welfare nordeuropeo del Secondo Novecento la migliore politica sociale mai attuata...
Sono d'accordo con te, Egidio! Che poi, c'è chi mi chiede... ma perché sei ancora lì? E potrei elencare mille motivi diversi, perché è di contraddizioni che siamo fatti. Certo, quando parliamo diritti umani/civili basilari, la brutalità di un sistema ha un peso non indifferente.