17 Commenti
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Avatar di Paola

Completamente d'accordo con te, Enrica. Soprattutto sul finale di quello che scrivi, che è, a mio parere, imprescindibile per chi si riconosce politicamente a sinistra.

Come sempre, un pezzo scritto magnificamente!

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Grazie mille Paola 🩵 sono davvero contenta che la vediamo nella stessa maniera, perché più persone cercano di portare avanti una proposta diversa per la sinistra, più secondo me riusciremo a sbrigliarla dal pantano in cui si è incartata.

Avatar di Paola

Completamente d'accordo con te! 🤍

Avatar di Pietro Izzo

Se le leve della destra sono la paura e l'odio, le leve della sinistra devono essere la solidarietà e l'ascolto. In questo senso hai perfettamente ragione a criticare il "metodo" della certificazione di purezza. L'esempio del pollice nero / pollice bianco è cristallino. La questione di merito è chiara (essere o non essere alleato delle persone razzializzate) E PERÒ potrebbe essere interpretata in modi leggermente diversi (microaggressione / solidarietà). Non se ne può uscire, a meno che non si accetti che ognuno ha sempre qualcosa da imparare e anche qualcosa che può insegnare e che si può sempre ascoltare una posizione che ti corregga senza per forza sentirsi tutti in un tribunale del pensiero. Ripeto, la chiusura infastidita verso una persona che ci prova, incespica e magari fa i suoi errori per me è la stessa cosa della chiusura dettata dalla paura del diverso che hanno le destre. Se sto in ascolto, imparo; mentre imparo, ci sta che faccio degli errori. Poi per dire io stesso cinque anni fa ero una persona completamente diversa da adesso e magari tra cinque anni le cose che scrivo oggi mi sembreranno assurde. Ci si evolve, anche.

Avatar di Pietro Izzo

Postilla: la chiusura verso una persona che invece basa tutta la sua vita sulla paura e sull'odio nei confronti del diverso, vuole solo imporre la sua visione e non ha alcun desiderio di ascoltare o imparare, invece, per me in questo momento è ancora sacrosanta. Non riesco proprio a discuterci.

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Sì, sì, sì, concordo con tutto quello che hai detto! Partendo da quest’ultima cosa: assolutamente. Così come non siamo macchine in grado di parlare e comportarci perfettamente a stampino senza errori, lo spettro di differenze di “errore” (per usare un termine superficiale) è amplissimo: dobbiamo essere in grado di distinguere chi imparando “ci prova e incespica” come dici bene, e chi invece esercita per davvero forme di violenza, odio e malizia. Con queste ultime persone credo rimanga sacrosanto chiudere porte e proteggersi. Almeno a livello individuale: un governante che deve rappresentare tutta la popolazione ha una responsabilità un po’ diversa.

E hai detto molto bene riguardo alle leve della sinistra vs destra e di come sia responsabilità della sinistra non assumere atteggiamenti paragonabili alla destra.

Grazie del tuo input Pietro, sono molto contenta che ci troviamo d’accordo (e leggendoti regolarmente, lo immaginavo!)

Avatar di Gianni Berardi

A mio parere, e potrà sembrare un controsenso, la lotta di classe è venuta meno proprio con la diffusione del benessere nella società occidentale. Per semplificare e schematizzare, siamo partiti da esigenze di equità e protezione sociale in grado di creare una massa critica che poi ha saputo nel tempo organizzarsi in movimenti e partiti con basi ideologiche e filosofiche proprie.

Nel secolo scorso queste idee hanno trovato terreno fertile grazie ai macro cicli tecnologici (ne ho scritto brevemente qui: https://themarketjourney.substack.com/p/why-the-market-has-an-upward-bias) ed ai conseguenti enormi spazi fiscali che si sono venuti a creare (esempi di riforme incisive del welfare si trovano nell'America degli anni 60, e nell'Italia dei 70 per restare ad i casi che conosco da vicino). Questo ha permesso di spostare l'attenzione su diritti civili e parità di genere.

Da un certo punto di vista, negli ultimi 2 decenni, è venuta progressivamente a mancare la congiuntura favorevole per l'allargamento della cosiddetta torta affinchè tutti ne avessero un pezzo più grande, e ciò senza che si riattivasse lo spirito di classe. Un po' perchè molti vivono ancora di rendita passata; un po' perchè chi avrebbe bisogno nell'immediato della lotta di classe sono gli immigrati che non hanno una reale rappresentanza nel territorio nazionale, faticano a trovarla e probabilmente avrebbero bisogno difarla nascere al loro interno.

Questo è solo uno spunto e se ne potrebbe parlare a lungo.

Lo lascio per una eventuale discussione

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Grazie Gianni, credo che la tua sia una lettura molto saggia e corretta della situazione. Non mi sembra neanche un controsenso, ma naturale che la lotta di classe sia venuta meno nel momento in cui è aumentato il benessere della società.

Mi chiedo se, oltre all’osservazione giusta che fai sugli immigrati, un altro motivo per cui non si è riattivato lo spirito di classe nel momento in cui la torta ha smesso di allargarsi è che “lotta di classe” è un concetto, appunto, tipicamente di sinistra, mentre negli ultimi decenni, le classi economicamente più svantaggiate si sono riallineate a destra — con uno sguardo però più preoccupato della prospettiva individuale, che di quella collettiva. Solo un pensiero che mi è venuto.

Avatar di Gianni Berardi

Grazie per la risposta; faccio delle considerazioni personali un po' schematiche per cercare di semplificare quello che penso.

Le vicende umane sono caratterizzate dalle contingenze. Da un certo punto di vista i movimenti devono pur sempre partire da un substrato: le esigenze di protezione ed equità sociale nascevano da una società che aveva cercato soluzioni interne, come il rafforzamento del concetto di famiglia allargata, di vicinato e collettività di paese. Da qui la visione politica che non guarda all'individuo ma al gruppo.

L'allargamento della torta può aver indebolito quel substrato iniziale favorendo l'individualismo che però si porta dietro l'altra faccia della medaglia e cioè la solitudine; e chi è solo tendenzialmente ha paura. Quando la torta ha smesso di crescere le paure sono esplose ed il "populismo" (di qualunque colore) non ha fatto altro che offrire dei capri espiatori o dei placebo per curare il disagio di persone orami abituate a pensarsi come "monadi".

Quella che chiamiamo sinistra nel frattempo si era adeguata al nuovo substrato "atomistico" non accorgendosi di essere infiltrata da chi le sue battaglie le mercificava letteralmente, non di rado svuotandole di significato.

Per fare esempi molto banali, penso alle posizioni progressiste di Musk, rapidamente mutate nel momento in cui l'altra parte offriva maggiori prospettive di ritorno economico. Stesso discorso per non pochi esponenti della Silicon Valley.

In Italia abbiamo esempi meno sostanziali ma pur sempre rappresentativi, qui nel link Fedez e Ferragni. https://www.ilpost.it/2025/06/04/fedez-posizionamento-politico/

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Molto chiaro e affascinante, grazie Gianni!

Avatar di Valentina

Grazie Enrica, questi articoli sono davvero interessanti e secondo me siamo in tanti che sentiamo il bisogno di confrontarci! Tra tutto, mi ha colpito il tuo uso di “sorveglianza del linguaggio”: molto aderente alla realtà, è molto grave

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Grazie mille di cuore Valentina per la tua partecipazione alla discussione in queste settimane e il tuo input prezioso! Eh sì, spesso certe pratiche con cui gli spazi di sinistra cercano di promuovere inclusione, in realtà, si rivelano meccanismi di sorveglianza di linguaggio e comportamenti... ed è un problema enorme.

Avatar di ReadingBibi

Grazie ancora avere condiviso la lettera aperta!

E grazie per le tue riflessioni, molto vere e stimolanti.

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Grazie a te per avermela mandata, e per dedicare parte del tuo tempo a queste riflessioni 🩵

Avatar di Alfredo Branzanti

Le conclusioni del tuo intervento, Enrica, insieme all'inciso di Brock Colyar, sono la perfetta sintesi dell'articolo e di un programma che una sinistra non ideologica dovrebbe costruire per candidarsi a governare.

Mi ritrovo molto, per vecchia storia personale sul tema del partito e della partecipazione di cui, anche in Italia, abbiamo purtroppo perso spirito ed azione.

La destra, ha ragione Colyar, nella sua visione attuale (in usa piu' che altrove) assume una volonta' distruttiva, su cui riesce ad ottenere consenso suscitando paura, rabbia, odio da parte di soggetti deboli nei confronti di soggetti altrettanto deboli.

Il superamento della paura, la capacita' di proporre poliche capaci di migliorare le condizioni di vita (una necessita' estrema negli usa) devono essere gli obiettivi di una sinistra che assuma il proprio ruolo e la rigidita' ideologica non si confa a questi obiettivi.

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Per niente Alfredo, per niente. Trump ha illuso milioni di persone promettendo il miglioramento delle condizioni di vita, cosa che non solo non è accaduta nel senso di “è rimasto tutto uguale”, ma è proprio peggiorato. E si sapeva che sarebbe stato così. A quel peggioramento, poi, si aggiunge la paura e la distruzione.

I democratici statunitensi hanno l’opportunità unica di fare promesse, in questo senso, che invece aderiscono alla verità e a un messaggio di positività. Ma finché continua ad avere le mani legate dalla confusione interna sulla sua identità, c’è poco da fare promesse.

Avatar di Federico

Di recente ho visto il mediocre Elio di Pixar. Il protagonista è un bambino che porta uno scolapasta con lampadine in testa e pensi sia un modo per giocare con la tecnologia degli adulti per trovare alieni, dato che il film ruota su questo bambino che fa amicizia con un extraterrestre.

Poi scopro che l'idea originale prevedeva altro :Elio è un bambino di 10 anni transgender consapevole di esserlo, non binario che sbrocca quando sbagli pronome; mentre lo scolapasta è simbolo di lotta ambientalista, di riciclo anti consumismo, lotta al capitalismo ed è pronto a usare violenza per la salvezza del pianeta. 🤔

Dopo i tuoi post sui "puri più puri che epurano" nella sinistra usa capisco perché abbiano scritto in originale un copione del genere: perché se Elio non è abbastanza puro verrà criticato da uno più puro che si sente discriminato, in pratica una gara di purezza tra sceneggiatori.

Però se con sinistra si intende la mentalità inclusiva, a difesa dei deboli, in contrapposizione all'individualismo (che comunque fa branco) della destra, questa non è inclusione, è spararsi una posa per il proprio ego.

Personalmente trovo molto fastidioso il presupposto che gesti "piccoli" vengano sempre considerati discriminazione: una colpa volontaria per malizia, perché tutti sanno che quel gesto è offensivo, come se chiunque fosse onnisciente. Ma anche una colpa per ignoranza perché tu non sprechi il tuo prezioso tempo per empatizzare col prossimo... Peccato che nel mondo reale, a differenza delle sceneggiatura, non esista la presa di coscienza istantanea con tutta la conoscenza relativa per applicarla.

Comunque, dato che Elio non è il post sul blog di un attivista ma un prodotto commerciale, deve piacere a un pubblico vasto, per cui a film quasi concluso, costretti quindi dal vile denaro perché gli autori sono puri, al protagonista viene ridotta la purezza fino a renderlo un personaggio digeribile: resta un bambino introverso che sta affrontando la perdita dei genitori (tema gestito male tra l'altro).

Ah, è uscito in contemporanea con "il ragazzo e l'airone" di Miyazaki, che affronta (anche) il tema di un bambino che deve superare la perdita della madre, ma è talmente superiore sotto ogni aspetto che fare il confronto è degradante per lo studio americano.