18 Commenti
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Avatar di monica

Molto interessante. Chiedo perché non mi è chiaro: almeno nelle zone rurali, esiste la possibilità di farsi l'orto? Qui in Italia il chilometro zero spesso vuole anche dire riduzione di costi. E spesso sono incentivati gli orti urbani. Come mai derrate alimentari prive del costo degli intermediari costano così care? Se hai in casa un forno, puoi anche farti il pane. Se hai un orto, puoi farti le conserve, almeno nelle zone non urbane.

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Ottima domanda, grazie Monica. Assolutamente esiste la possibilità di farsi l’orto nelle zone rurali (e tanta gente ha preso a farsi il pane durante la pandemia, benché anche questo sia un hobby in voga soprattutto tra le classi sociali più alte), il problema è che si tratta di una soluzione individuale; a livello collettivo ci si scontra sempre con barriere relative alla scala di produzione. Ci sono due motivi principali per cui le derrate alimentari prive di intermediari costano così care:

1. Per proteggere il raccolto da eventi atmosferici che potrebbero decimare i profitti, molti agricoltori acquistano “crop insurance”, ovvero un’assicurazione per i propri campi. Il problema è che l’assicurazione non è cumulativa per azienda agricola, ma va acquistata derrata per derrata. Ciò significa che molte aziende, per ridurre i costi, scelgono di iper-specializzarsi nella produzione di un solo prodotto (es. carote). Le aziende agricole piccole che coltivano più di un solo prodotto - e che sono quelle che abitualmente partecipano in iniziative chilometro zero - devono quindi anche affrontare costi più alti e in qualche modo recuperarli.

2. Questi costi più alti sono legati anche al costo della manodopera. La giusta e benvenuta spinta politica a garantire un salario orario minimo ha aumentato il costo della manodopera, che a sua volta aumenta il costo della produzione (classico esempio di come l'economia sia basata sempre su una serie di compromessi). Le grandi aziende iper-specializzate hanno la possibilità di acquistare macchinari per rimpiazzare il lavoro manuale; anche il costo di un macchinario è alto, ma viene compensato da una maggiore velocità di produzione che a sua volta garantisce un maggiore output di prodotto, e quindi maggiori vendite. Le piccole aziende dedicate al locale e alla sostenibilità invece continuano a impiegare lavoratori manuali a cui giustamente è dovuto un salario umano.

Continuo a esplorare queste domande in questi giorni per il mio articolo, e molto probabilmente ne riparlerò in queste pagine nelle settimane e mesi a venire!

Avatar di monica

È davvero molto interessante. Ricordo che da bambina era molto diffuso avere l'orto. Quasi nessuna piscina e moltissimi orti o piccole serre! E in città spesso si vedevano, apena fuori dei centri abitati, orti ovviamente abusivi, ma che hanno consentito a molto famiglie di risparmiare tantissimo, ai tempi. Se ne occupavano primariamente gli anziani, le persone a casa insomma. Quando l'orto sovraproduceva, esisteva l'usanza di donare il sovrappiù purché non fosse sprecato. Sempre gli anziani erano quelli che si preparavano all'inverno con cantine piene di sughi, conserve, sotto aceto o sott'olio. Ovviamente non credo che sia una strada percorribile nell città grandi, ma nei piccoli centri forse sì.

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Che bellezza quello che racconti! Io sono cresciuta in una grande città in una zona dove sarebbe stato impossibile avere un orto, ma quando d'estate andavamo in montagna in Trentino invece ricordo bene quanti frutti della terra ci venivano omaggiati dagli orti dei nostri amici... insalata, fagiolini, patate, giardiniera sott'olio, e sì pure le conserve, e poi c'erano gli amici della provincia di Reggio Emilia che in casa facevano il vino e il salame. Bontà semplice e infinita. Sarebbe davvero bello poterla ricreare facilmente.

Avatar di monica

Sarebbe bello trasferire in qualche modo tutto ciò agli americani, che amo da sempre e di cui comprendo il periodo difficile ...

Avatar di SilviaBianca

Sbaglio o 215 dollari sono tanti anche per chi ha uno stipendio medio? Anche gli spinaci sono davvero carissimi (comparati a noi).

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Sono una follia!!! Soprattutto se pensi che spesso non sei da sola/o, ma in coppia, o con figli/e, e a quel punto devi moltiplicare per tot. È vero che qui gli stipendi sono più alti che in Italia perché commensurati al costo della vita, ma non così alti da rendere questi prezzi normali. Sono prezzi gestibili solo da persone ricche.

Avatar di Farsi madri

Ho letto questo approfondimento con molto interesse, io risiedo in Germania ed è interessante notare come certe dinamiche siano diverse sia rispetto agli Stati Uniti che all’Italia. Ad esempio la Geremia importa tantissima frutta e verdura dal sud (Italia, Spagna, Turchia, Grecia), altrimenti certa frutta ce la sogneremmo, i prezzi dei mercati rionali sono da gioielleria, ma ai discount sono accessibili. Questo mi spinge anche a fare una riflessione sul tipo di alimentazione, io italiana cerco di riprodurre anche per ragioni culturali la mia alimentazione d’origine ma questo per ovvi motivi cozza con il km zero, dall’altro lato faccio fatica ad inserire con grande frequenza alcuni alimenti qui molto tipici. Le dinamiche tra educazione alimentare, appartenga culturale, mercato sono davvero molto impattanti su di noi ed il nostro benessere, ma a volte è poco indagata l’interconnessione tra i diversi fattori, questo articolo invece ha il potere di farlo. Grazie per la riflessione

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Grazie mille per questo bel commento, sono contenta che l'articolo ti sia interessato! Le tue riflessioni sulla "culturalità" dell'alimentazione sono verissime e ci vedo riflessa anche la mia esperienza. Anche io da italiana cerco il più possibile di mantenere la dieta con cui sono cresciuta, sia in termini di contenuto dei pasti e come vengono cucinati, sia di orari, frequenza, ecc. Con frutta e verdura non è troppo difficile, ma la qualità semplicemente non è la stessa a meno che non sia disposta a spendere veramente tanto. Con salumi e formaggi, la spesa deve per forza essere alta se voglio qualità, perché quelli buoni come a casa nostra sono tutti importati.

L'impatto sul benessere deriva anche dal fatto che l'intenzione di replicare una dieta equilibrata come quella mediterranea/italiana non trova sostegno nelle istituzioni sanitarie statunitensi. Un paio di settimane fa dicevo alla mia medica di base che faccio fatica a trovare cibo sano e nutriente negli Stati Uniti, e ha strabuzzato gli occhi come se avessi comunicato una notizia sconvolgente. Ma come?! Oppure, sono incappata in un video che nell'illustrare le basi di un'alimentazione meno ricca di grassi saturi spiegava come cucinare senza burro usando invece olio d'oliva. Lo so già molto bene :)

Vivere lontano dal proprio Paese, come me e te, significa anche fare esperienza di solitudine da un punto di vista di benessere alimentare.

Avatar di Jessica Cani

Davvero molto molto interessante, grazie per questa newsletter

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Grazie mille a te Jessica!

Avatar di Flavia Restivo

Concordo pienamente.

Avatar di Gianni Berardi

La scorsa estate giravano sulle testate online dei pezzi polemici riguardo influencer americani in vacanza in Italia che criticavano l'assenza della verdura nei menù dei ristoranti italiani.

Non frequento quasi mai i ristoranti ma in effetti è possibile che in Italia l'offerta di piatti a base di verdure sia limitata in posti non specializzati.

Ora si stanno diffondendo i poke molto velocemente al sud. Cosa che fino a pochissimo fa non esisteva.

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Ciao Gianni, mi ero persa il tuo commento e lo recupero solo adesso! Ah, ma davvero gli influencer americani si sono lamentati di questa cosa?! Non ho parole, perché non solo non è assolutamente vero, ma non è vero anche rispetto ai ristoranti americani, dove il massimo della verdura è spesso insalata ricca di ingredienti e condimenti grassi, oppure verdure cucinate in burro e lardo (specie al sud). Quindi boh, davvero insensata questa polemica.

Il poke si sta diffondendo tantissimo anche al nord! A Bologna spuntano come funghi. Devo dire che io sono una grande fan, però sono stata anche viziata avendolo scoperto negli Stati Uniti (tra cui alle Hawaii) dove obiettivamente viene fatto meglio. Al netto delle considerazioni di qualità, come gusto il cibo cosiddetto “etnico” in Italia non regge al paragone con gli Stati Uniti.

Avatar di Pietro Izzo

Super interessante, grazie!!

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Sono contenta che ti sia interessato, Pietro, grazie a te per aver letto!

Avatar di Lucy Lu

Such a timely essay while SNAP is experiencing funding cuts.

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Indeed, Lucy. Thank you for reading! I'm sure you've been thinking about the issue a lot from a public health/epidemiology perspective. So sad.