18 Commenti
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Avatar di Federico

A Marghera, nella scuola elementare Visentini c'era un aula museo del ventennio: i quaderni riportano lo stesse eccezzionalismo, lo stesso destino manifesto con mussolini uomo della provvidenza e che le altre nazioni ci invidiano al punto da volerci distruggere ma noi spezzeremo le reni.

È inquietante vederlo scritto da bambini.

Dopo Piazzale Loreto non si insegnano più questi deliri di propaganda, magari nel dopo Trump smetteranno anche lì.

I miei nonni hanno cominciato a lavorare a 8 anni, i ricordi del regime sfumano nello sfruttamento dei padroni.

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

"I ricordi del regime sfumano nello sfruttamento dei padroni" --> quanto è vero. E illumina chiaramente la connivenza tra il regime e i padroni.

Avatar di Ambrogio Milani

Cara Enrica, non temere, sei sulla giusta strada e ti ringraziamo per questa tua lucida testimonianza. Affettuosa e umana oltre che lucida, così parli a tutti "in tutto", i.e. a testa, cuore e budelle. BRAVA giovane, sei un magnifico esempio di "globalizzato al meglio".

Mi permetto di usare il plurale, perché son sicuro che in molti vorranno condividere questa "diagnosi".

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Grazie dell'affetto e della stima Ambrogio, che ricambio di cuore ☺️

Avatar di Chiara petrucci

Il tuo bell'articolo mi ha fatto riflettere. 

Per noi cittadini ribellarsi é anche rifiutare le meschinità divenute norma, mantenere la barra sui valori umani, mettersi in gioco in prima persona nella solidarietà. Difficile questa ribellione. Ma credo diffusa più di quanto appare perché silenziosa. Il bene contagia quanto il male, ma non distrugge e può costruire. Ce lo hanno dimostrato i nostri nonni e genitori. Grazie per le belle occasioni di dibattito che troviamo nei tuoi articoli.

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Sì, è proprio vero che la ribellione di cui abbiamo bisogno è quella silenziosa della solidarietà e del rifiuto delle meschinità. E secondo me è l'unica che si può davvero praticare in questo momento: ne voglio parlare nel prossimo articolo. Grazie Chiara!

Avatar di Eleonora C. Caruso

Grazie di questo bel pezzo, punto di vista sempre prezioso. Io ho compreso pure la prima volta la quotidianità della guerra leggendo Natalia Ginzburg, e mi colpí davvero molto.

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Grazie Eleonora, non sai quanto mi faccia piacere il tuo commento 🩵

È da qualche mese che mi dico che vorrei riscoprire Ginzburg, rileggere Lessico famigliare, la prossima volta che torno in Italia s'avrà da fare subito.

Avatar di Vale Cru

Approfitto del commento per suggerire anche Il Sistema Periodico di Primo Levi. Nella prima parte, prima dell'adesione ai partigiani e la deportazione, descrive proprio esperienze di vita sotto il regime e il cambiamento della percezione durante gli anni '30.

E complimenti per l'articolo, aspetto con piacere la seconda parte!

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Grazie del suggerimento Vale, quando torno in Italia il mese prossimo non avrò occasione di annoiarmi ☺️ a mercoledì per la seconda parte!

Avatar di Alfredo Branzanti

La vita quotidiana nelle dittature, per la grande maggioranza delle persone che non si scontrano con divieti e limiti della liberta' in forma diretta, scorre generalmente senza sussulti.

Oggi l'informazione e' molto piu' capillare rispetto ai ricordi di mio padre (classe 1922 coetaneo del regime e partigiano nel 1944), ma l'umano bisogno di rassicurazione puo' portare a non enfatizzarla.

Nel paese dove vivi, Enrica, credo che molti saranno costretti a destarsi completamente (lo dico con dispiacere profondo) dalle manovre che l'amministrazione adottera' per falsare completamente il voto, una circostanza che tocchera' direttamente le loro vite.

Poi, come dici tu, una meta' del paese si sta entusiasmando per la situazione attuale ed e' la parte che e' sempre stata associata allo spirito nazionale.

Spero con tutto il cuore di sbagliarmi, sarei disposto a pagare una grossa e partecipata cena se accadesse.

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Mi sa che ce la pagheranno a noi la cena, Ambrogio, perché anche io penso che dovrà succedere qualcosa di (ancora più) brutto che toccherà la vita quotidiana delle persone in maniera concretamente drammatica se non tragica, perché queste si destino - dove con "persone" intendo la metà del Paese a cui ti riferisci.

Chi ha già consapevolezza oggi, come sottolineo nel mio pezzo, non è indolente. Non ha "colpa" di continuare a vivere la propria vita: fa quello che può, e quando può partecipa al contropiede (proteste, donazioni, volontariato, ecc.). E non sarà neanche colpito così male dalle cose veramente brutte che dovranno succedere.

È chi oggi ritiene di poter essere entusiasta che ne uscirà molto male... e che quindi può essere salvato solo da un rovesciamento degli eventi in corso.

Avatar di SilviaBianca

Mi dispiace molto per la situazione negli USA, comunque, anche qua in Italia la maggior parte delle persone non si rende conto della piega che stanno prendendo l'Italia e altri paesi. In Italia c'è addirittura chi si augura che anche qua fondata una Ice. Questo per far capire che non solo negli USA non c'è una percezione diffusa (volontariamente o meno) ma anche nel nostro paese, che su questo tema dovrebbe "fare scuola" e invece...

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Eh già, la distanza temporale ci ha fatto dimenticare quello che siamo in grado di insegnare. Mi ricordo che qualche anno fa, quando la curva di approvazione di Salvini e Meloni si alzò precipitosamente, mia nonna commentò: se solo la gente capisse cosa abbiamo vissuto... il ricordo non può morire con la morte di quella generazione.

Detto questo, una buona metà del Paese qui è assolutamente cosciente di quanto sta accadendo, anche se i contorni non sono sempre chiari. È che non c'è obiettivamente molto che si possa fare oltre a votare - questo sarà il tema della prossima settimana.

Avatar di Gianni Berardi

Bellissima riflessione.

Leggendo la biografia di Pasolini si intuisce che la sua vita scorreva lineare durante il ventennio ed i primi anni di guerra maturando amicizie ed entusiasmi giovanili per poi trovarsi rapidamente travolto dal crollo del regime e dalla morte del fratello partigiano.

C'è una citazione di Churchill che fa più o meno così:

"In Italia sino al 25 luglio c’erano 45 milioni di fascisti; dal giorno dopo, 45 milioni di antifascisti. Ma non mi risulta che l’Italia abbia 90 milioni di abitanti"

È una palese provocazione perché seppur atomizzata esisteva una opposizione ma sepolta dalle necessità di venire a compromessi pur di sopravvivere; la classe dirigente era interamente allineata al fascismo aveva goduto dei vantaggi e della sua protezione ed in mancanza di alternative gli stessi nomi si ritrovarono ad occupare i loro vecchi ruoli nell'amministrazione della cosa pubblica e del tessuto produttivo della neonata democrazia.

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Grazie di questo commento Gianni, che aggiunge contesto e osservazioni molto importanti. Non conoscevo la citazione di Churchill! Brillante.

Avatar di Maurizio Giordano

Hai espresso benissimo una cosa che mia madre ha cercato, senza mai spiegarmi granché, di dire un po' tutta la vita: loro, nonostante la pensassero diversamente in famiglia (e da adulto uno zio venne anche imprigionato), non vivevano "male" quegli anni, in attesa di una ribellione. Perché - lei aveva 10 anni nel '41 - continuavano a vivere nell'infanzia. "Il fascismo è stato bruttissimo", ebbe a dire Indro Montanelli "ma con il dopo, quando fu chiaro a tutte e a tutti che era il male. Però io avevo 18 anni a quei tempi e volevo vivere la vita con l'energia e la voglia di un diciottenne". Certo, non è una dichiarazione giustificativa ma racconta lo specchio dell'anima, non quello politico né ideologico.

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Hai detto benissimo, Maurizio: lo specchio dell'anima! Proprio così. I miei nonni mi raccontavano di tutte le cose strane che erano costretti a fare (le parate paramilitari, le attività del sabato fascista, che non ne scampavi, qualunque fosse il tuo orientamento ideologico! Nessuno dei genitori dei miei nonni, allora bambini, era fascista!), però credo che per loro non fosse chiaro cosa rappresentassero queste "cose strane". La guerra, quella sì, ha portato consapevolezza e dolore che qualcosa non andava. Infatti una delle risposte più chiare che mi ha dato mia nonna alla domanda "vi rendevate conto?" è stata: Beh, ci ha portato in guerra....