Per l’opportunità di creare una vita negli Stati Uniti, alcunə di noi hanno avuto la fortuna di nascere al momento giusto, in tempo per evitare le conseguenze dell'arrivo sulla scena di Trump
Non ho mai creduto nelle sliding doors, sono una pragmatica e se sono quella che sono e dove sono dipende esclusivamente dalle scelte che ho fatto e faccio per me, per il mio benessere ma capisco perfettamente il nocciolo della questione: l'arrivo di Trump ha sparigliato improvvisamente tutte le carte. Non soltanto nella vita di giovani come te, ma proprio ovunque: politica, alleanze, modalità di pensiero. Ha creato una grandissima confusione dappertutto. Però sono anche convinta che a volte situazioni di questo tipo possano diventare altre opportunità che prima non si erano prese in considerazione e che alla fine arricchiranno comunque il percorso di crescita personale e lavorativo.
Grazie mille del tuo commento Anna Paola, anche io sono felice di leggere le tue parole e sapere che tu leggi le mie! Mi fa tantissimo piacere ❤️
Per me le sliding doors non sono necessariamente in contraddizione con le nostre scelte: la vita è un po' un insieme di casualità, indipendente da noi, e causalità che invece controlliamo. In questo senso, sì, assolutamente la casualità di un Trump che ti spariglia tutte le carte diventa l'opportunità per aprire nuove strade comunque meravigliose. Sono molto d'accordo!
Un grande abbraccio a te e a Marco, Edoardo e la/il piccola/o Amovilli in arrivo 😍
Bello e emozionante il tuo lungo scritto. Mi ha sempre affascinato e lasciato sgomento l’effetto Sliding doors. Immaginare quali altre direzioni avrebbe preso la vita di fronte a grandi ma anche piccoli eventi, mi infonde tranquillità ma anche delusione. Esercizio interessante ma anche emotivamente devastante se non ben orientato. Grazie 🙏🏻
Grazie mille a te Edoardo, sono molto d'accordo! Bisogna stare attenti ai giri che il cervello comincia a fare se lo lasciamo scorrazzare un po' troppo in questa vena. D'altra parte, io tendo a essere convinta che il nostro destino corrisponda a ciò che ci accade, ovvero: quello che davvero è pensato per noi in qualche modo riesce a raggiungerci. Questo tende a darmi fiducia nel futuro, e a non ruminare troppo su certi sviluppi del passato.
Mi affascina moltissimo pensare a questa sorta di randomness nelle vite umane, un po' come la casualità del luogo in cui si nasce (e di tutti i diritti e privilegi che avere una certa nazionalità porta con sé).
Grazie per questo viaggio tra le sliding doors della sociopolitica statunitense!
Il "gioco" delle sliding doors è affascinante. In questo caso ci dà anche la misura di come un singolo essere umano, messo in condizioni di potere tali, possa condizionare le vite di milioni di persone. Anche nell'ecosistema sociale della specie umana è valido il paradosso della farfalla.
Quanto è vero, Giulia, grazie di aver tirato in ballo il paradosso della farfalla, che si applica perfettamente! Trump, che della farfalla ha davvero poco, sta comunque producendo quel famoso effetto. Molto vero quello che dici sul singolo essere umano che lasciato incontrollato cambia la vita di milioni di altri esseri umani. È spaventoso!
L'influsso delle casualita', dei piccoli eventi, delle condizioni esterne di cui parla Gladwell incide sulle nostre vite in maniera talvolta fondamentale.
La mia sliding door, determinante per tutta la mia vita familiare e lavorativa, avvenne un sabato di marzo del 1980, con un ritardo ad uscire per la "vasca" pomeridiana e l'attenzione caduta su una piccola notizia del Carlino.
E' molto accattivante leggere il tuo racconto Enrica, di cio' che avrebbe potuto essere e di una realta' che, da cio' che scrivi, hai pienamente ragione a giudicare, sul piano personale, ricca e soddisfacente.
L’è propri giost! (Io che provo a rispondere in dialetto ma sicuramente mi sbaglio)
Bellissimo sapere della tua sliding door del 1980, vengono i brividi a pensare a questi momenti determinanti! Chi l’avrebbe mai detto che il Carlino avrebbe potuto svolgere un ruolo così profondo 😉 è proprio questa la bellezza del destino! Grazie Alfredo!
Bellissimo l'esempio di slinding doors! Quanto razzismo ben mascherato che c'è nei famosi occidentali "terre di opportunità". Comunque io sono classe '84 e sinceramente mi sento più fortunata (a livello lavorativo) rispetto a chi è natə dieci anni o più dopo di me. Ho visto il mondo del lavoro cambiare tantissimo (in Italia).
Sono d'accordissimo SilviaBianca! Io in Italia ho lavorato per poco tempo prima di partire, ma se già allora (primi anni '10) la situazione era così così, ora è ancora peggio. I cinque anni in più che tu hai su di me sicuramente anche hanno fatto la differenza!
Sono una boomer mancata per due anni: può sembrare assurdo ma essere nata dopo la metà degli anni sessanta invece che dieci anni prima ha cambiato completamente le condizioni per entrare il mondo del lavoro e nella ricerca accademica. I miei tanti amici boomer faticano a capirlo, non si capacitano che pochi anni dopo la loro felice finestra di opportunità si sia chiusa per moltissimi...
E invece sì, è proprio come dici! Il paragone con la generazione boomer poi è impietoso per tutte e tutti perché non credo che nessuna generazione dopo la loro sia più nata "al momento giusto". Che molti di loro non se ne rendano conto è un grosso problema, anche perché molti di loro sono ancora lì, alla testa delle aziende o in cattedra all'università a fare i baroni.
Non ho mai creduto nelle sliding doors, sono una pragmatica e se sono quella che sono e dove sono dipende esclusivamente dalle scelte che ho fatto e faccio per me, per il mio benessere ma capisco perfettamente il nocciolo della questione: l'arrivo di Trump ha sparigliato improvvisamente tutte le carte. Non soltanto nella vita di giovani come te, ma proprio ovunque: politica, alleanze, modalità di pensiero. Ha creato una grandissima confusione dappertutto. Però sono anche convinta che a volte situazioni di questo tipo possano diventare altre opportunità che prima non si erano prese in considerazione e che alla fine arricchiranno comunque il percorso di crescita personale e lavorativo.
Un abbraccio, è sempre un piacere leggerti!
Grazie mille del tuo commento Anna Paola, anche io sono felice di leggere le tue parole e sapere che tu leggi le mie! Mi fa tantissimo piacere ❤️
Per me le sliding doors non sono necessariamente in contraddizione con le nostre scelte: la vita è un po' un insieme di casualità, indipendente da noi, e causalità che invece controlliamo. In questo senso, sì, assolutamente la casualità di un Trump che ti spariglia tutte le carte diventa l'opportunità per aprire nuove strade comunque meravigliose. Sono molto d'accordo!
Un grande abbraccio a te e a Marco, Edoardo e la/il piccola/o Amovilli in arrivo 😍
Bello e emozionante il tuo lungo scritto. Mi ha sempre affascinato e lasciato sgomento l’effetto Sliding doors. Immaginare quali altre direzioni avrebbe preso la vita di fronte a grandi ma anche piccoli eventi, mi infonde tranquillità ma anche delusione. Esercizio interessante ma anche emotivamente devastante se non ben orientato. Grazie 🙏🏻
Grazie mille a te Edoardo, sono molto d'accordo! Bisogna stare attenti ai giri che il cervello comincia a fare se lo lasciamo scorrazzare un po' troppo in questa vena. D'altra parte, io tendo a essere convinta che il nostro destino corrisponda a ciò che ci accade, ovvero: quello che davvero è pensato per noi in qualche modo riesce a raggiungerci. Questo tende a darmi fiducia nel futuro, e a non ruminare troppo su certi sviluppi del passato.
Si esatto. Condivido con te. Grazie Enrica 🙏🏻
Mi affascina moltissimo pensare a questa sorta di randomness nelle vite umane, un po' come la casualità del luogo in cui si nasce (e di tutti i diritti e privilegi che avere una certa nazionalità porta con sé).
Grazie per questo viaggio tra le sliding doors della sociopolitica statunitense!
È la lotteria della vita, e ha il potere di cambiare tutto, ma proprio tutto. Grazie a te come sempre, Alice!
Il "gioco" delle sliding doors è affascinante. In questo caso ci dà anche la misura di come un singolo essere umano, messo in condizioni di potere tali, possa condizionare le vite di milioni di persone. Anche nell'ecosistema sociale della specie umana è valido il paradosso della farfalla.
Quanto è vero, Giulia, grazie di aver tirato in ballo il paradosso della farfalla, che si applica perfettamente! Trump, che della farfalla ha davvero poco, sta comunque producendo quel famoso effetto. Molto vero quello che dici sul singolo essere umano che lasciato incontrollato cambia la vita di milioni di altri esseri umani. È spaventoso!
L'influsso delle casualita', dei piccoli eventi, delle condizioni esterne di cui parla Gladwell incide sulle nostre vite in maniera talvolta fondamentale.
La mia sliding door, determinante per tutta la mia vita familiare e lavorativa, avvenne un sabato di marzo del 1980, con un ritardo ad uscire per la "vasca" pomeridiana e l'attenzione caduta su una piccola notizia del Carlino.
E' molto accattivante leggere il tuo racconto Enrica, di cio' che avrebbe potuto essere e di una realta' che, da cio' che scrivi, hai pienamente ragione a giudicare, sul piano personale, ricca e soddisfacente.
E che Trump e vega a spaze' la montagnola.
L’è propri giost! (Io che provo a rispondere in dialetto ma sicuramente mi sbaglio)
Bellissimo sapere della tua sliding door del 1980, vengono i brividi a pensare a questi momenti determinanti! Chi l’avrebbe mai detto che il Carlino avrebbe potuto svolgere un ruolo così profondo 😉 è proprio questa la bellezza del destino! Grazie Alfredo!
Bellissimo l'esempio di slinding doors! Quanto razzismo ben mascherato che c'è nei famosi occidentali "terre di opportunità". Comunque io sono classe '84 e sinceramente mi sento più fortunata (a livello lavorativo) rispetto a chi è natə dieci anni o più dopo di me. Ho visto il mondo del lavoro cambiare tantissimo (in Italia).
Sono d'accordissimo SilviaBianca! Io in Italia ho lavorato per poco tempo prima di partire, ma se già allora (primi anni '10) la situazione era così così, ora è ancora peggio. I cinque anni in più che tu hai su di me sicuramente anche hanno fatto la differenza!
Sono una boomer mancata per due anni: può sembrare assurdo ma essere nata dopo la metà degli anni sessanta invece che dieci anni prima ha cambiato completamente le condizioni per entrare il mondo del lavoro e nella ricerca accademica. I miei tanti amici boomer faticano a capirlo, non si capacitano che pochi anni dopo la loro felice finestra di opportunità si sia chiusa per moltissimi...
E invece sì, è proprio come dici! Il paragone con la generazione boomer poi è impietoso per tutte e tutti perché non credo che nessuna generazione dopo la loro sia più nata "al momento giusto". Che molti di loro non se ne rendano conto è un grosso problema, anche perché molti di loro sono ancora lì, alla testa delle aziende o in cattedra all'università a fare i baroni.