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Avatar di Anna Aresi

Grazie Enrica, anch'io al momento di quei fatti avevo contattato subito degli amici venezuelani, semplicemente chiedendo come stessero, e loro erano over the moon.

Ma la cosa che mi aveva colpito di più era stata che, nei giorni seguenti, mi aveva contattato una persona, che era già stata mia cliente in passato e con cui avevo avuto uno scambio cordiale, chiedendomi di tradurre un documento.

Si trattava di un atto anagrafico che riportava che suo marito era nato in Venezuela. Io ovviamente non volevo farmi i fatti loro, quando mi capita di tradurre dati sensibili lo faccio col pilota automatico e non menziono mai questi dati nelle mie interazioni coi clienti. Però in quel caso ero stata molto combattuta, perché mi sembrava di ignorare una cosa troppo grossa visto il momento storico.

Visti gli scambi così amichevoli precedenti, alla fine le ho scritto dicendo che "I couldn't help but notice that your husband was born in Venezuela" e che speravo che i loro famigliari e amici stessero bene. Lei mi ha risposto con una lunga email in cui mi ha raccontato tutta la loro situazione, che anche lei era venezuelana nonostante fosse nata altrove, e che il fatto che ci fosse gente che si interessava alla loro situazione le scaldava il cuore e le dava speranza per il futuro.

Io non ho fatto altro che chiedere a due famiglie come stessero, oserei dire nemmeno il minimo della decenza umana. Questa cosa mi ha fatto molto riflettere sul nostro, anzi mio atteggiamento di osservatrice esterna e supponente, che vorrei entrare nella vicenda con già la mia spiegazione bella e fatta, quando invece dovrei starmene zitta, fare spazio e ascoltare.

Avatar di Alice Orrù

Grazie per il tuo lavoro, Enrica. Questi tuoi pezzi restituiscono la complessità di cui abbiamo bisogno per capire il mondo invece che starlo solo a guardare con la nostra lente eurocentrica. Quando scrivi che "c’è un limite entro il quale gli strumenti logici di lettura della realtà non possono sostituirsi all’esperienza di chi la vive, né tantomeno spiegarla completamente" mi confronto con il pensiero che anche le esperienze di prima mano possono essere ulteriormente sfaccettate e contrastanti, parte del caleidoscopio di realtà e punti di vista che convivono in uno stesso Paese o contesto sociale. È una realtà che ci sfida immensamente, come esseri umani, richiede un grande sforzo di fuga dai riassunti semplici: spero che continueremo a parlarne collettivamente, perché è un esercizio che dovremmo fare sempre più spesso e con attenzione, credo (e non mi riferisco, ahimè, alla sola situazione venezuelana). Intanto, grazie!

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