4 Commenti
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Avatar di Alfredo Branzanti

Non c'è dubbio che siano sempre le persone a comporre il mosaico con cui ci confrontiamo in qualsiasi paese, società, associazione o gruppo.

Il modo in cui le persone concepisco l'orgoglio ed il senso di appartenenza ci dice molto di loro, dei valori che sostengono, della vita cui aspirano.

Hai ragione Enrica dicendo che anche in un militare di carriera certamente conservatore hai visto un desiderio di una vita dignitosa e rispettosa delle proprie idee.

Sul piano singolo nessun dubbio, anche se sono idee agli antipodi delle mie.

Resta invece, per me, drammatica la considerazione che una maggioranza della popolazione usa percepisca orgoglio, senso di appartenenza e vita dignitosa secondo parametri militari, storie di guerra e importanza delle armi.

E il paese resta quello piu' impegnato nel combattere guerre e nel mostrare istinto di dominio.

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Ciao Alfredo, grazie e sai che io sono d’accordo con te. Devo confessare, a te che sei un sostenitore concreto di questo progetto, che non ho avuto occasione di approfondire questo pezzo come avrei voluto a causa di problemi familiari, e ne sono un po’ imbarazzata. Se avessi avuto più tempo, avrei riflettuto un po’ di più sulla conclusione, in particolare su ciò che dici, e penso che sarei riuscita a sviluppare un ragionamento che connette i puntini un po’ meglio tra il desiderio di felicità delle persone e i valori, spesso incompatibili con i miei, di cui questo paese si fa portavoce. Perché sì, va bene la dignità, ma sul senso di questo paese legato al militarismo c’è ancora di più da approfondire.

Gli Stati Uniti sono un paese fondato sulle persone e sulla guerra, e per quanto sia possibile che verità diverse coesistano nello stesso momento, come possiamo riconciliarle, se mai possibile?

Continueremo a riflettere insieme!

Avatar di Rccss

Non conosco esattamente l'etimologia di "stepdad", ma a me suona come "padre subentrante". Come a dire, è il padre che è stato in panchina per tutto il primo tempo e adesso mette il piede (step) in campo nel secondo. In attesa, magari, di essere richiamato in panchina da "coach" destino.

Insomma, a pensarci bene non so quanto sia meglio di "patrigno".

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Sì, “padre subentrante” sembra corretto etimologicamente, e concordo che non sia tanto meglio di “patrigno” :) magari un semplice “padre acquisito”, riprendendo l’idea di parentela acquisita (ovvero non di sangue), mantiene una certa neutralità semantica, anche se è un po’ pesante da dire.