3 Commenti
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Avatar di Marta Balzi

Cara Anna, mi sono commossa leggendoti. Abbiamo un grande bisogno di ascoltare queste storie, di fare un reality check e di mettere nero su bianco le difficoltà di crescere una famiglia oggi.

Personalmente, devo fare una confessione: ho sempre guardato con scetticismo alle stay-at-home moms. Parte di questo scetticismo derivava dal non comprendere appieno le differenze fra Stati Uniti ed Europa quando si parla di childcare. Il tuo racconto rende chiarissime queste differenze e l’enorme sfida di conciliare lavoro e cura.

Grazie anche a Enrica per averti ospitato. Ho sentito critiche da vari fronti sul piano di Mandani per lo Universal Childcare (vedi The Economist). Mi piacerebbe leggere una vostra opinione o un approfondimento.

Un abbraccio.

Avatar di Anna Aresi

Grazie Marta, non sai che piacere mi fa leggere questo commento :). Allora, certamente ci sono quelle che "ah perché avere figli/e se poi li fai crescere da sconosciute" e compagnia, però, sì, molto spesso le scelte sono dettate da considerazioni prettamente economiche, ma anche di salute, perché io lo so che la gente in Italia si lamenta dell'inadeguatezza dei congedi parentali (soprattutto in confronto ad altre realtà europee), però è comunque dato per scontato che un mese prima del termine e tre mesi dopo la nascita - in certe condizioni lavorative - li avrai al 100% della retribuzione, e io posso solo immaginare che tipo di sollievo questo possa dare. Negli USA questo è un miraggio. E se hai diabete gestazionale o pre-eclampsia? E se vai oltre il termine? Come ci vai a lavorare incinta di 41 settimane? E se hai avuto una lacerazione di quarto grado e dopo due settimane ti aspettano pimpante al lavoro? Perché poi anche sullo stato delle cure perinatale ce ne sarebbe da dire.

Quindi, sì, la situazione è certamente sfaccettata e ovviamente ha ricadute enormi anche sullo stato di salute fisica e mentale e sulle possibilità lavorative delle donne. Infatti negli USA il gender pay gap non è enorme, ma se scorpori le lavoratrici senza figli da quelle coi figli, vedi che la differenza principale sta lì (child penalty mi pare si chiami). Va be', nulla di nuovo per te :) Ma forse da un'altra prospettiva

Avatar di Anna Aresi

ps. rettifico perché sto andando a memoria: se si scorporano le donne con o senza figli, il gender pay gap tra donne senza figli e uomini non è alto. Quello tra donne con figli e uomini è enorme. Considerando le donne nell'iniseme non ricordo se è paragonabile o meno a quello europeo.