8 Commenti
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Avatar di Gianni Berardi

L'inghippo nella definizione di genocidio sta nell'introduzione della prova della volontà genocidaria.

L'olocausto questa prova la trova nella Conferenza di Wannsee del 1942.

Il problema è che questa è una peculiarità storica.

È come voler descrivere la razza di un cane sulla base di una caratteristica peculiare di un singolo individuo.

Ed infatti il dibattito si è spostato sull'intento essendo tutti gli altri punti di discussione ormai pacifici.

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Tutto molto giusto, grazie Gianni. Tra l'altro è scriteriato continuare a operare con una definizione di genocidio ferma agli anni 40 del secolo scorso. Il mondo è cambiato e così le modalità di esecuzione di un genocidio - se oggi non ci sono (forse) le camere a gas, prendono piede altre modalità "aggiornate" di sterminio.

Discorso che peraltro vale per la definizione di regime totalitario, per cui continuiamo a paragonare gli atteggiamenti di un despota oggi a quelli di Hitler e Mussolini - e quindi a scagionarlo se non sono identici - quando in cent'anni i despoti del mondo hanno partecipato a diversi corsi di aggiornamento :) Donald oggi non farà esattamente quello che faceva Benito ieri - la storia qualcosina ha insegnato e qualche sistema di prevenzione l'ha creato - ma io direi che ormai c'è poca differenza.

Avatar di Maurizio Giordano

Parlarne giuridicamente ha un significato. E in Italia ascolto troppe voci che continuano a dire "eh, ma gli ostaggi" o anche "e tu restituisci gli ostaggi", come se fossimo palestinesi di Hamas. Ma il punto focale del discorso è, meno male, un altro e tu lo ricordi benissimo quando dici che "la legittima difesa poteva valere nell'immediato (...)" mentre oggi il bombardamento di Israele su Gaza ha assunto la dimensione di una pulizia etnica vera e propria. Mentre infatti noi discutiamo, Netanyahu sta progettando l'invasione e la consegna del territorio a sé stesso.

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Esattamente come dici tu. Un giorno, si spera, ci sarà l'occasione di deliberare giuridicamente questa questione (sempre ricordando che un parere negativo non significa che non si sia trattato di genocidio nella pratica). Oggi il dibattito non ci può distrarre dalla questione fondamentale, ovvero ciò che sta accadendo di fronte ai nostri occhi, che non richiede intervento "solo se si tratta di genocidio, altrimenti no". È una follia anche solo pensarlo.

Avatar di Alfredo Branzanti

Hai ragione, anche se non nego che rivedere la propria opinione su chi ha votato Trump richiede una fatica di Ercole.

E comunque il commento di James, che riporti in nota, sulla risposta al quesito Esta, è assolutamente fantastico.

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Sì, insieme a un nostro amico ci siamo fatti una grande risata: "hmm, she said yes? She's got some genocidal traits, that's great!" 😂 non credo che potrei stare con un americano che non ha questo senso dell'umorismo sul suo paese.

E sì, sono d'accordo sul fatto che richieda una grande fatica. Ma credo anche che sia un dono molto, molto raro di questi tempi, che va accolto come tale!

Avatar di Valerio

Perdoni lo sfogo Enrica, però, da quando lei ha pubblicato questo articolo ad ora che ho finito di leggerlo e mentre qualcuno rivede (contrito) la propria posizione iniziale o si fa la punta al cervello per trovare la corretta formula lessicale e, perché no, il tempo per apprezzare un po' di sano american sense of humor, l'Update #315 dell'OCHA comunica che 8 palestinesi sono stati uccisi negli attacchi IDF.

Adesso, basta!

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Valerio, assolutamente! Ma il punto è che 8 palestinesi vengono uccisi nel tempo che le serve a leggere questo articolo in ogni caso. Non è che se Tizio, un individuo qualunque, avesse già deciso di chiamarlo genocidio allora non sarebbe successo. La ringrazio del suo commento perché mi dà l’occasione di spiegare meglio questa distinzione.

Il piano globale geopolitico di quanto sta accadendo e il piano di riflessione individuale sono molto diversi. Qui stiamo parlando della possibilità di riflettere sulla natura delle cose senza venir accusati di complicità, che nella stragrande maggioranza dei casi (non sempre) è un’accusa infondata.

È per questo che l’avvocato Phelps che ho citato nel pezzo (che già da tempo ha adottato la definizione giuridica di genocidio per descrivere quanto sta accadendo) non ha tutti i torti quando dice che a livello di discorso pubblico, il dibattito sulla nomenclatura è una distrazione. Il contrario di “genocidio”, in questo caso, non è “niente”. È evidente che è in atto una carneficina senza senso e proporzioni che va fermata in questo istante. Non è che se non si tratta di genocidio, allora non va fermata. Nella stragrande maggioranza dei casi, chi vuole informarsi meglio sul dibattito sul genocidio non deve essere convinto che qualcosa di brutto sta accadendo: lo è già.

Spero di essermi spiegata!