L'incomunicabilita' era uno dei temi principali che i critici affibiavano ai film di Antonioni quando io ero molto giovane.
Direi che negli usa attuali troverebbe materiale molto interessante, anche se la spaccatura che attraversa la societa' e le articolazioni del paese genera forti preoccupazioni.
Sono considerazioni che escono fortissime da questa inchiesta in due puntate di cui, Enrica, puoi essere molto soddisfatta.
Grazie mille Alfredo! Negli Stati Uniti di oggi l’incomunicabilità sembra una barriera davvero insormontabile. Servirebbe un comunicatore o una comunicatrice politica di quelle che ne nasce una per generazione…
C’è altro materiale dalle interviste con i due giovani repubblicani che non sono riuscita a usare per questioni di spazio o perché non rientrava in una certa direzione narrativa. Se ti interessa ti passo i transcript degli audio (un po’ disordinati, il servizio che uso non sempre capisce tutto) o anche gli audio direttamente.
Enrica, interessante come sempre! E se nell'articolo precedente mi aveva colpito che i due giovani "conservatori" faticassero a trovare coetanei di idee opposte aperti al confronto, ora mi chiedo: ma se per te hanno torto in partenza, cosa lo cerchi a fare il confronto? Cos'è, la versione intellettuale, in giacca e cravatta del wrestling, in cui comunque uno dei due deve finire metaforicamente al tappeto e uscire umiliato dall'arena? Che, se ho capito bene, è più o meno quello cha faceva Charlie Kirk.
Grazie mille di questa segnalazione, Federico! Proprio il professore di scienze politiche con cui ho parlato in Idaho aveva menzionato il fatto che è sempre più diffusa, tra le persone statunitensi, la convinzione che chi ha idee politiche diverse è una persona "moralmente cattiva". La ricerca del Pew è uscita dopo la nostra intervista, ma probabilmente sono dati che girano da un po' nel settore anche tramite altri studi. È davvero un'immagine sconfortante, una tragedia se non in atto, almeno in potenza.
Hai capito?! Un piè di pagina che in realtà è un libro (o anche dieci) 😁 dopo tutti questi anni ancora faccio fatica a capire esattamente questo concetto, che è estremamente (estremamente) delicato e controverso in un Paese che ha un rapporto così travagliato con la razza. La cara vecchia Wikipedia fa una rassegna storica se ti interessa: https://en.wikipedia.org/wiki/Race_and_ethnicity_in_the_United_States_census
L'incomunicabilita' era uno dei temi principali che i critici affibiavano ai film di Antonioni quando io ero molto giovane.
Direi che negli usa attuali troverebbe materiale molto interessante, anche se la spaccatura che attraversa la societa' e le articolazioni del paese genera forti preoccupazioni.
Sono considerazioni che escono fortissime da questa inchiesta in due puntate di cui, Enrica, puoi essere molto soddisfatta.
Grazie mille Alfredo! Negli Stati Uniti di oggi l’incomunicabilità sembra una barriera davvero insormontabile. Servirebbe un comunicatore o una comunicatrice politica di quelle che ne nasce una per generazione…
C’è altro materiale dalle interviste con i due giovani repubblicani che non sono riuscita a usare per questioni di spazio o perché non rientrava in una certa direzione narrativa. Se ti interessa ti passo i transcript degli audio (un po’ disordinati, il servizio che uso non sempre capisce tutto) o anche gli audio direttamente.
Enrica, interessante come sempre! E se nell'articolo precedente mi aveva colpito che i due giovani "conservatori" faticassero a trovare coetanei di idee opposte aperti al confronto, ora mi chiedo: ma se per te hanno torto in partenza, cosa lo cerchi a fare il confronto? Cos'è, la versione intellettuale, in giacca e cravatta del wrestling, in cui comunque uno dei due deve finire metaforicamente al tappeto e uscire umiliato dall'arena? Che, se ho capito bene, è più o meno quello cha faceva Charlie Kirk.
E, per passare da Austin e Cade al quadro generale, non so se hai già letto di questa ricerca del Pew (https://www.ncronline.org/news/survey-americans-alone-finding-fellow-citizens-morally-bad), che secondo me può essere criticata su alcuni punti di vista, ma offre un'immagine davvero sconfortante.
Grazie mille di questa segnalazione, Federico! Proprio il professore di scienze politiche con cui ho parlato in Idaho aveva menzionato il fatto che è sempre più diffusa, tra le persone statunitensi, la convinzione che chi ha idee politiche diverse è una persona "moralmente cattiva". La ricerca del Pew è uscita dopo la nostra intervista, ma probabilmente sono dati che girano da un po' nel settore anche tramite altri studi. È davvero un'immagine sconfortante, una tragedia se non in atto, almeno in potenza.
La distinzione tra race ed ethnicity non me la aspettavo! Buttata lì a piè di pagina... la sorpresina finale! 😁
Hai capito?! Un piè di pagina che in realtà è un libro (o anche dieci) 😁 dopo tutti questi anni ancora faccio fatica a capire esattamente questo concetto, che è estremamente (estremamente) delicato e controverso in un Paese che ha un rapporto così travagliato con la razza. La cara vecchia Wikipedia fa una rassegna storica se ti interessa: https://en.wikipedia.org/wiki/Race_and_ethnicity_in_the_United_States_census
Bellissimo il punto di incontro in una lingua che non è l'inglese...