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Avatar di Alfredo Branzanti

L'incomunicabilita' era uno dei temi principali che i critici affibiavano ai film di Antonioni quando io ero molto giovane.

Direi che negli usa attuali troverebbe materiale molto interessante, anche se la spaccatura che attraversa la societa' e le articolazioni del paese genera forti preoccupazioni.

Sono considerazioni che escono fortissime da questa inchiesta in due puntate di cui, Enrica, puoi essere molto soddisfatta.

Avatar di Federico Rigamonti

Enrica, interessante come sempre! E se nell'articolo precedente mi aveva colpito che i due giovani "conservatori" faticassero a trovare coetanei di idee opposte aperti al confronto, ora mi chiedo: ma se per te hanno torto in partenza, cosa lo cerchi a fare il confronto? Cos'è, la versione intellettuale, in giacca e cravatta del wrestling, in cui comunque uno dei due deve finire metaforicamente al tappeto e uscire umiliato dall'arena? Che, se ho capito bene, è più o meno quello cha faceva Charlie Kirk.

E, per passare da Austin e Cade al quadro generale, non so se hai già letto di questa ricerca del Pew (https://www.ncronline.org/news/survey-americans-alone-finding-fellow-citizens-morally-bad), che secondo me può essere criticata su alcuni punti di vista, ma offre un'immagine davvero sconfortante.

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