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Avatar di Gianni Berardi

Parlo da meridionale (barese) che ha vissuto e fatto l'università sia al sud che al nord e che ha avuto modo di vivere l'ambiente lavorativo ospedaliero sia al sud che al nord.

Ho un'esperienza di vita molto privilegiata che mi ha permesso di cambiare 2 volte radicalmente quello che faccio, passando da un lavoro nella sanità avendo già una laurea in economia per poi passare a lavorare in uno studio commerciale a contatto con le imprese.

Al sud abbiamo un grosso problema ed è rappresentato da un nucleo di persone che letteralmente rema contro ed affossa tutto quello di buono che può essere espresso da tutti gli altri.

Se in un ospedale nel foggiano o nel napoletano durante il turno di notte può essere normale che l'infermiere si presenti nelle stanze e dica "qui non suona nessuno i campanelli, non mi rompete i coglioni" al Sant'Orsola di contro ci si fa il culo anche in carenza di personale, e quel personale non di rado è tutto Campano.

Idem sulle questioni amministrative e sulla cultura aziendale.

È come vivere in casa con qualcuno disordinatissimo. Una lotta impari contro l'entropia.

Avatar di Maurizio Giordano

Ohibò, e allora non posso esimermi dal commentare, non prima di aver ammesso che non conosco Anna Menale ed è una dolenza grave perché molto probabilmente abita dalle mie parti (almeno quando sono a Napoli, ma in questo ultimo periodo per motivi logistici personali non mi sono mai allontanato). Dunque: come operatore culturale - cinematografico, però, quindi con una visione sul presente futuro, piuttosto che su ciò che è accaduto, anche se la memoria è importante, non solo in termini di storia ma di narrazione - e come docente il mio raggio d'azione è - stato? forse sì, perché al momento Napoli sembra vivere in una bolla senza respiro - è stato essenzialmente il territorio del centro storico. Ed è proprio per questo che no, la proposta di Giuliano nonostante fosse affascinante non mi ha convinto: non basta promuoversi ma occorre un confronto, e non con gli altri candidati ma con il popolo che dovrebbe seguirti. La mia frequentazione in determinati spazi (che hanno promosso la sua politica) mi ha permesso di verificare la selettività ("così o sei fuori") e non l'aggregazione o la solidarietà (ma l'esperienza di PaP diceva già tutto). Anche perché per governare, a meno che non sei De Luca (e nessuno voleva un altro sceriffo) occorre una squadra e in quel caso non c'era. L'ho ascoltato, come ho ascoltato Fico (un paio di volte il primo, tre il secondo) e, devo dire, nessuno è stato davvero convincente. Chiudo questa parentesi polemica e me ne scuso ma basta venire a trovarmi a scuola - piazza Cavour, non è così difficile, suvvia- per comprendere in che trincea e sempre sorridenti, lavoriamo: dalle 13 alle 20 accogliamo tutti e tutte le minoranze, oltre a riaccogliere quelli che hanno abbandonato la scuola stessa (la scorsa settimana ho relazionato in Comune al riguardo: è vero che l'abbandono minorile è diffuso ma è altrettanto vero, e non lo dice nessuno, che noi, scuole statali per adulti, riprendiamo tutti coloro che l'hanno lasciata solo che, forse anche per motivi politici, questi dati vengono ignorati). Si parla di una città ma dovremmo guardare alla Regione: andare da Napoli a Salerno dopo le 21, ad esempio, è impossibile e non accade in nessuna città europea (potrei parlare dei miei anni in Svizzera o in Portogallo, senza dire di altri stati che si connotano con un sistema su rotaie più efficienti anche se meno appariscente). Sul resto, possiamo dire che l'immaginario è peggiorato per i residenti ma anche per chi conosce la Storia, quella vera. Punto di non ritorno ma noi restiamo qui, tra cinema (lo dico con orgoglio: il mio film sulla terra dei fuochi parla per le vittime, tra le quali ho rischiato di finire anch'io e i controlli sanitari li faccio ancora privatamente, per rispetto dei protocolli e a cui, ogni volta, devo chiedere scusa. Io spero faccia altrettanto chi la città l'ha venduta tempo fa.

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