17 Commenti
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Avatar di Luca Egidio

molto molto interessante!

la questione dello spazio pubblico mi pare davvero centrale

e porta in campo Urbanistica e Architettura

e i loro ovvi legami con il potere politico

nel rendere il mondo intorno a noi più o meno vivibile

più o meno "obbligato al consumo" per avere in cambio tempo e luogo a disposizione

vabbe', mi fermo che la farei troppo lunga

ma grazie ancora per il tuo punto di vista altro, distante

Luca

uno che di tanto in tanto si siede anche lui in piazza Santo Stefano, o su qualche panchina ai Giardini Margherita... ;-)

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

È una questione che non si esaurisce mai. Io non so nulla di architettura e urbanistica, ma ricordo un'amica di asilo ed elementari che oggi è architetta che venne in viaggio a Chicago mentre vivevo lì, e mi fece notare come le case e i palazzi statunitensi sono ognuno a sé stante, senza una vera armonia... o comunque con un'armonia molto diversa dalla nostra, che è basata su una maggiore omogeneità di colori e strutture.

Questa osservazione mi colpì tantissimo. I collegamenti, le conclusioni, le riflessioni che si possono fare sono infinite!

Siediti in Piazza Santo Stefano e ai Giardini Margherita anche per me mentre sono qui, Luca :-)

Avatar di Alice Orrù

Tema interessantissimo, ci penso spesso perché – oltre alle biblioteche – tendo a passare tanto tempo in posti dove devo pagare qualcosa per "stare". La questione panchine per me era stata una rivelazione appena trasferitami da Milano a Barcellona: quanti posti trovavo per stare e basta, usare lo spazio pubblico per rilassarmi o riposare. Rispetto a Milano era stato un cambiamento grande, ai tempi (parlo di 13 anni fa ormai). Bellissimo numero, grazie!

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Grazie mille a te per il commento, Alice, e per averci ricordato delle biblioteche pubbliche come spazio pubblico (meraviglioso) dove si può semplicemente "stare"!

Il paragone che fai tra Milano e Barcellona ci ricorda anche di tutte le differenze che sussistono intra-Europa: se tra Boston (dove ho vissuto 5 anni) e Milano (dove ho vissuto 6 mesi) è più facile stare in uno spazio pubblico a Milano, poi Milano ha tantissimo da invidiare a una città come Barcellona, ecc.

Avatar di Cool Beans Expat Club

Grazie mille per la citazione! D'accordo su tutto... non a caso negli Stati Uniti c'e un picco di solitudine impressionante da qualche anno e non si vede miglioramento, anzi, con l'arrivo dell'AI sta peggiorando sempre di piu!

Avatar di Federico Rigamonti

Cara Enrica,

come sempre quello che scrivi, oltre che di piacevole lettura, è molto stimolante: continuo a rallegrarmi di avere iniziato a seguirti, e a ringraziarti!

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Grazie mille di cuore Federico, sono felice che tu sia qui e mi fa davvero piacere che le letture siano per te interessanti!

Avatar di Chiara petrucci

W il bighellonare a km 0 e a costo 0! Quanto bene fa alla mente e al cuore! da soli o in compagnia! All'iniziativa del sindaco della mia città di distribuire alberelli in vaso in alcune piazze e in alcuni incroci stradali del centro, in tanti hanno sollevato critiche. Certamente si può esprimere le proprie idee su come spendere i soldi pubblici... ma vedere molte persone seduti all'ombra di queste piante, oggi rientrando dal lavoro, mi è sembrata una cosa molto piacevole. Grazie per avermi fatto leggere anche le vostre considerazioni.

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

È vero!! Non mi sono informata bene sull’iniziativa di Lepore e le critiche che ha ricevuto, ma mi sembra che invece se il risultato è quello che hai visto possa davvero essere un’iniziativa a impatto positivo e per incentivare allo “stare” nello spazio pubblico!

Avatar di Andrea M. Alesci

È un tema che sento moltissimo, perché gli spazi pubblici sono spazi di democrazia: tu e Roberta siete riuscite a dirlo benissimo nelle rispettive puntate.

Mi hai fatto sorgere un'altra riflessione, visto che sono tornato da poco dal Giappone: anche là ho notato che (parchi a parte) nelle grandi città come Tokyo, Kyoto, Osaka non ci sono spazi pubblici dove sostare, solo luoghi di transito.

Ripensandoci ora, anche il fatto che in Giappone non ci siano cestini da nessuna parte, è segno di quella fretta a rifuggire lo spazio comune: le strade sono pulitissime però socialmente asettiche, e se vuoi buttare qualcosa o te lo riporti a casa oppure entri in un locale (privato).

Avere spazi pubblici accessibili, accoglienti, vivaci è troppo importante, altrimenti qual è il senso di abitare un paese o una città se insieme si può soltanto consumare e non bighellonare?

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

È verissimo, Andrea! A quel punto, la conseguenza estrema è proprio la perdita di senso del concetto di città o paese, che come giustamente dici tu sono concetti di democrazia proprio nel senso etimologico di “demos”, del popolo. E no, non vogliamo raggiungere questo estremo.

Molto interessante quanto dici sul Giappone. Non ci sono mai stata, quindi proprio non conosco. Mi sembra quasi che nel caso di un Paese così attento alla pulizia, la mancanza di cestini dia per scontato che la società, nel suo complesso, non sia in grado di mantenere la pulizia. Quindi togliamo direttamente i cestini, così il rischio di sporcare non si presenta neanche. Invece dovremmo fidarci di più delle nostre capacità di auto-organizzarci.

Avatar di Andrea M. Alesci

Infatti dal Giappone sono tornato con tante riflessioni sul diffuso senso civico che ho trovato, sull'organizzazione e l'ordine, che riflette un senso di società differente da quello europeo.

Ci sono tante cose buone da assorbire e tradurre nel nostro modo di stare insieme; ho notato tantissimi dettagli che muovono le persone a rispettarsi però forse dietro c'è una rete fatta solo di nodi che faticano a tenersi insieme; chiaramente la mia è solo un'impressione da visitatore e un pensiero aperto, in divenire.

Ah, non so se è una coincidenza, comunque proprio ieri mi è arrivato in biblio un libro che avevo ordinato: "Giochi di città. Manuale per imparare a vivere in una comunità equa e sostenibile", scritto nel 2004 dall'urbanista Paola Rizzi e centrato sui giochi di simulazione utili alla progettazione urbana.

Avatar di Alfredo Branzanti

Partendo da lontano si potrebbe dire che manca totalmente la tradizione medievale e rinascimentale della piazza come luogo di ritrovo (e certo anche di mercato), di cui Bologna è uno splendido esempio Enrica.

Le città americane sono prive di spazi di ritrovo, gli ambienti sono pensati in una logica di movimento produttivo e non di riflessione comune, scelta favorita da una cultura individualista, che porta alla solitudine di cui parla giustamente il commento di Cool Bean Expat Club.

Mi è balenato un pensiero, forse sbagliato, ma nei western che mi sono tornati in mente, quando la popolazione di una cittadina si ritrova in una specie di piazza è....

per assistere ad una impiccagione.

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Ho sputato il caffè 😂 quanto è vero Alfredo, grazie per questa risata. Il concetto di "piazza" è fondamentale in tutto questo discorso, e sarebbe stato bello approfondirlo (magari lo farò in futuro). Le piazze ci sono anche negli Stati Uniti (citavo appunto Porter Square a Somerville, MA) ma per la maggior parte hanno una funzione completamente diversa - Porter Square è un mall commerciale che nulla ha a che vedere con una piazza tipica italiana. Parte di questo discorso è anche il fatto che una piazza in Italia normalmente ha una posizione centrale in una città o paese, mentre negli Stati Uniti no - non c'è un vero centro città come lo intendiamo noi.

Credo che ci siano pochi discorsi più interessanti e dalle diramazioni infinite di questo :)

Avatar di Roberta Cavaglià

Grazie per la menzione, felice che la lettura della newsletter ti sia stata di ispirazione :) leggendo il pezzo mi è venuto in mente: forse si salvano solo i parchi? Anche i parchi sono diversi tra EU e USA? Lascio qui lo spunto perché non so la risposta :)

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Grazie a te Roberta :) sì, i parchi perlopiù si salvano, e direi che non sono così tanto diversi (non c'era occasione di entrare in merito in questa puntata). Ne sto parlando in questo momento con un amico americano via messaggio: stiamo riflettendo sul fatto che i parchi negli USA richiedono un po' più di intenzione per essere raggiunti, è più difficile semplicemente trovarne uno mentre cammini (anche perché cammini molto meno!). Però voglio pensarci un po' di più prima di tirare conclusioni...

Alla fine gli Stati Uniti sono pieni zeppi di natura dove passeggiare e immergersi, ma ovviamente si tratta di un tipo di spazio pubblico diverso da quello di cui parliamo qui!

Avatar di Costanza

Pezzo davvero interessante e curioso, mi ha chiarito molte cose sulla cultura americana che si intravedono in film e telefilm...ma soprattutto mi ha chiarito perchè tik-tok straripa di registrazioni di white woman che aggrediscono persone sedute in auto parcheggiate in strada che non stanno facendo nulla. Che strana angoscia però nel capire questi aspetti, ma che liberazione leggere l'articolo su Bloomberg e scoprire che ci sono movimenti contrari a queste costruzioni sociali.